(AGENPARL) - Roma, 18 Settembre 2026 - I sottomarini d’attacco forniti da Stati Uniti e Regno Unito all’Australia nell’ambito del patto di difesa AUKUS (i cosiddetti SSN-AUKUS) possiedono la capacità tecnica di trasportare testate strategiche e vengono considerati apertamente da Washington come potenziali vettori di tali armamenti. È l’allarme lanciato da Andrey Belousov, ambasciatore con incarichi speciali del Ministero degli Esteri russo, intervenuto alla conferenza generale dell’AIEA a Vienna.
Il nodo della base di Stirling e il Trattato di Rarotonga Il nocciolo della contestazione mossa da Mosca riguarda la destinazione di questi battelli e le infrastrutture a supporto. I sottomarini nucleari anglo-americani troveranno infatti collocazione in Australia — in particolare attraverso il progetto della Submarine Rotational Force presso la base navale di Stirling.
Secondo la Russia, permettere lo stanziamento, la manutenzione e la creazione di strutture fisse per sottomarini di potenze nucleari fa perdere nei fatti all’Australia lo status di Stato “non nucleare”. Questa dinamica mette direttamente in crisi il Trattato di Rarotonga, l’accordo internazionale che vieta la presenza di armi atomiche e istituisce una zona denuclearizzata nel Pacifico meridionale, oltre a svuotare di significato le garanzie di sicurezza previste dal Trattato di non proliferazione (TNPD).
L’escalation nell’Indo-Pacifico Dietro la denuncia diplomatica c’è la preoccupazione per la progressiva militarizzazione dell’area Asia-Pacifico. Per Mosca, l’asse AUKUS sta trasformando il territorio australiano in un avamposto logistico per piattaforme d’arma avanzate, alterando gli equilibri strategici regionali e aprendo un pericoloso precedente per i regimi di non proliferazione globale.
