(AGENPARL) - Roma, 15 Settembre 2026 - Roma, 15 settembre – "Abbiamo chiesto formalmente alla Camera e al Senato un'informativa urgente della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sulla gravissima situazione dell'ex Ilva. La premier deve venire in Parlamento a dire con chiarezza cosa intende fare il suo governo per i lavoratori, le imprese dell'indotto e l'intera comunità di Taranto. Non sono più accettabili silenzi, rinvii o dichiarazioni affidate di volta in volta ai singoli ministri: si deve assumere direttamente la responsabilità politica delle scelte del suo esecutivo. Il Movimento 5 Stelle si batte da sempre per la chiusura dell'area a caldo e per una profonda riconversione economica, produttiva, sociale e ambientale di Taranto. Un percorso che avevamo avviato durante il Conte II e che questo governo ha interrotto per 'scelta politica', anche attraverso il definanziamento di risorse del Pnrr e l'abbandono di diversi progetti collegati al 'Cantiere Taranto'. Dopo la recente sentenza della Corte d'Appello di Milano, la chiusura dell'area a caldo non è più rinviabile. Eppure, in questi ultimi quattro anni, il governo è rimasto sostanzialmente inerme, cancellando anche il miliardo di euro del Pnrr destinato alla decarbonizzazione, all'idrogeno verde e alla riconversione industriale. I dati sulla salute dei lavoratori sono drammatici: 2035 malattie professionali, di cui circa 1000 di natura tumorale, e 653 decessi accertati negli ultimi 14 anni fino al 2024, senza considerare i lavoratori dell'indotto e i cittadini. A tutto questo si aggiungono oltre 2000 tonnellate di amianto da rimuovere, come indicato dal Tribunale di Milano. Numeri che certificano una situazione non più tollerabile e confermano ciò che denunciamo da anni: questo modello produttivo deve essere superato, eliminando definitivamente le fonti inquinanti. Serve programmare e finanziare immediatamente le bonifiche e, nello stesso tempo, sospendere i licenziamenti collettivi già annunciati dalle imprese dell'indotto, perché nessuno deve essere lasciato indietro. Per questo abbiamo depositato alla Camera e al Senato una mozione con impegni precisi: chiediamo innanzitutto un Accordo di Programma per Taranto, sottoscritto dal governo, dagli enti territoriali e dalle rappresentanze sociali, e lo stop ai licenziamenti che coinvolgono circa 2500 lavoratori dell'indotto. Occorre mettere subito in campo risorse e strumenti per la riconversione, chiudere l'area a caldo, procedere alle bonifiche, tutelare tutti i livelli occupazionali e costruire nuove prospettive industriali. Serve un piano nazionale che coinvolga tutte le istituzioni e accompagni la riconversione economica, industriale, sociale e ambientale del territorio. Il 28 ottobre è sempre più vicino. Meloni venga in Parlamento prima di quella data e dica agli italiani, ai lavoratori e ai cittadini di Taranto quale sia il piano del governo. Non può continuare a nascondersi dietro tavoli, commissari e ministri. Dopo quattro anni di inerzia, è arrivato il momento delle responsabilità e delle decisioni. Taranto non può più aspettare". Così in una nota Mario Turco, senatore e vicepresidente del Movimento 5 Stelle, e Leonardo Donno, deputato e coordinatore regionale M5S Puglia.
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