(AGENPARL) - Roma, 11 Settembre 2026 - Roma, 11 settembre – "Giorgia Meloni e il suo governo non hanno più alcuna giustificazione dopo la conferma della chiusura dell'area a caldo dell'Ex Ilva. La decisione dei giudici della Corte d'Appello civile di Milano conferma la necessità di tutelare la salute dei cittadini di Taranto e dei lavoratori dello stabilimento. Non si possono fare passi indietro né perdere ancora tempo, il governo deve assumersi le sue responsabilità, voltare pagina e applicare una strategia seria in grado di superare la produzione a carbone e garantire una serie di impegni su cui da tempo insistiamo per la tutela del territorio. A iniziare dalle bonifiche che non possono più essere rimandate, così come è necessario lavorare per una vera riconversione economica in grado di garantire un futuro ai cittadini e allo stabilimento. Il governo Meloni ha già perso troppo tempo manifestando tutta la sua incapacità nella gestione della vicenda, a partire dalla presidente del Consiglio fino al pessimo ministro Urso. Ancora oggi la premier, vergognosamente, prova a scaricare le responsabilità dicendo che la "questione riguarda il mercato, il governo a ora non ha ruolo". Una dichiarazione allucinante, gravissima. Oltre che incapace si dimostra bugiarda, prende in giro Taranto, i pugliesi, gli italiani, perché lei e il suo governo hanno cancellato investimenti e progetti del governo Conte II, come il miliardo del Pnrr, le risorse destinate all'insediamento Ferretti e Renexia. Una volta la colpa era del M5S, poi lo "scudo penale", ora che governano da 4 anni festeggiano record inesistenti e adesso su Ilva vogliono dare la colpa al mercato. Imbarazzanti. Si assumessero le loro responsabilità almeno una volta, o andassero a casa. La lista dei fallimenti di Meloni e compagni, tra decreti vari e incapacità politica, è fin troppo lunga. Basta rinviare, è necessario un accordo di programma serio che coinvolga anche le istituzioni interessate e tuteli i posti di lavoro. La nostra linea politica è chiara: superare la produzione a carbone e chiudere l'area a caldo, garantire contemporaneamente occupazione sospendendo inoltre qualsiasi procedura di licenziamento nell'indotto, bonifiche e nuove prospettive industriali, oltre che la riconversione economica, sociale e culturale del territorio.Il futuro di Taranto non può aspettare, è già troppo tardi". Così in una nota Leonardo Donno, deputato e coordinatore regionale del M5S Puglia.
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