(AGENPARL) - Roma, 10 Settembre 2026 - [image: cittametroboridottoda10.jpg]
comunicato stampa | Bologna, 10 settembre 2026
punto sulle priorità per lo sviluppo del territorio*
Lepore: "Una proposta condivisa con priorità chiare, azioni concrete e
richieste comuni. Tra queste c'è certamente la ZES per l'Appennino: non
importa chi abbia avanzato per primo questa proposta, quello che conta è
arrivare a realizzarla"
La tenuta produttiva e occupazionale dell'Appennino bolognese, ma
soprattutto strumenti e azioni per garantirle. Come l'istituzione di una
Zona Economica Speciale che non si limiti alla semplificazione
amministrativa, ma comprenda incentivi, agevolazioni sul costo del lavoro e
investimenti infrastrutturali. Questi i temi del confronto di oggi
pomeriggio al Tavolo di Ripresa economica della Città metropolitana di
Bologna, coordinato dal Capo di Gabinetto della Città metropolitana *Stefano
Mazzetti*, a cui hanno partecipato il Sindaco metropolitano *Matteo Lepore*,
la sindaca di Marzabotto a supporto del Sindaco metropolitano alle
Politiche per l'Appennino bolognese *Valentina Cuppi*, le istituzioni
locali, le organizzazioni sindacali e le associazioni di categoria del
territorio.
L'incontro è partito da un aggiornamento sull'andamento dell'economia
appenninica, presentato da *Guido Caselli*, vicesegretario generale di
Unioncamere Emilia-Romagna. I dati descrivono un territorio vitale, con un
valore aggiunto in crescita dello 0,4%, presenze turistiche aumentate del
129% dal 2014 e una popolazione prevista ancora in aumento del 3% al 2050,
in controtendenza rispetto a gran parte dell'Appennino italiano. Il
territorio presenta inoltre una forte identità industriale: il
manifatturiero rappresenta il 35% degli addetti, con oltre 10.000 occupati,
e la metalmeccanica il 23%. Emergono tuttavia segnali da non sottovalutare:
nell'ultimo anno gli addetti sono diminuiti dello 0,3%, con flessioni del
2,9% nel manifatturiero e del 3,2% nella metalmeccanica, mentre
l'occupazione cresce negli altri Appennini e nel complesso della città
metropolitana.
Dalle difficoltà del comparto manifatturiero, il confronto si è poi
allargato alle condizioni complessive necessarie per rafforzare l'Appennino
come territorio in cui vivere, lavorare e fare impresa. Accanto alla
manifattura sono stati richiamati il ruolo dell'agricoltura, come attività
economica e presidio del territorio, e quello del turismo, insieme ai temi
dell'attrazione degli investimenti, delle infrastrutture materiali e
digitali, della formazione, dei servizi primari come sanità e scuola, della
mobilità e delle politiche per l'abitare oltre al tema della ZES rilanciato
più volte nei mesi estivi. L'interesse suscitato dal Tavolo e l'ampiezza
del dibattito hanno portato alla proposta di proseguire il lavoro
attraverso la costruzione di un documento condiviso, che raccolga le
priorità del territorio e possa contribuire alla definizione di una
strategia complessiva per l'Appennino.
"Abbiamo voluto riprendere il filo di un confronto che non riguarda
soltanto Gaggio Tech, ma il futuro della manifattura, del lavoro e
dell'intero sistema produttivo dell'Appennino", ha dichiarato il Sindaco
metropolitano *Matteo Lepore*. "In questi anni, insieme alla Regione, ai
Comuni e alle parti sociali, ci siamo battuti per mantenere le attività
produttive sul territorio e salvaguardare l'occupazione. Oggi siamo di
fronte a un cambio di fase e dobbiamo costruire una proposta unitaria, con
poche priorità chiare e azioni concrete sulle quali iniziare subito a
lavorare. Tra queste c'è certamente la ZES per l'Appennino: non importa chi
abbia avanzato per primo questa proposta, quello che conta è arrivare a
realizzarla".
"Il confronto di oggi ha confermato la necessità di affrontare insieme le
diverse questioni che incidono sulla possibilità di vivere, lavorare e fare
impresa in Appennino", ha dichiarato *Cuppi*. "Come Città metropolitana
abbiamo già attivato strumenti e servizi attraverso Bologna Innovation
Square e avviato approfondimenti specifici sulla mobilità e sulle politiche
per l'abitare. Ora dobbiamo rafforzare questo lavoro e portare ai livelli
regionale e nazionale le esigenze del territorio. La ZES è una priorità:
non bastano procedure più snelle, servono risorse e misure concrete per
sostenere chi sceglie di investire e insediarsi in montagna. Per il nostro
Appennino potrebbe essere uno strumento efficace, purché non si limiti alla
semplificazione amministrativa e comprenda incentivi, agevolazioni sul
costo del lavoro e investimenti infrastrutturali. Su questo dobbiamo
riuscire a lavorare insieme, oltre le appartenenze politiche".
*Mazzetti* ha richiamato infine il lavoro svolto dalla Città metropolitana
attraverso il Tavolo di Salvaguardia del patrimonio produttivo: "Dal 2014 a
oggi abbiamo seguito 49 aziende dell'area appenninica, con circa 3.900
lavoratrici e lavoratori coinvolti. Dietro questi numeri ci sono situazioni
molto diverse, che richiedono risposte costruite caso per caso attraverso
il coordinamento tra istituzioni, imprese e organizzazioni sindacali".
