(AGENPARL) - Roma, 9 Settembre 2026 - NEW YORK – Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha accolto con favore l’accordo quadro raggiunto dalle parti libiche nell’ambito del cosiddetto “mini-incontro”, invitando tutti gli attori interessati a sostenerne l’attuazione e a impegnarsi senza ulteriori ritardi nel processo politico facilitato dalla Missione di Supporto delle Nazioni Unite in Libia (UNSMIL).
L’intesa, firmata il 30 agosto, riguarda due dossier determinanti per il futuro istituzionale del Paese: la ristrutturazione dell’Alta Commissione Elettorale Nazionale e la modifica del quadro giuridico elettorale in vista dello svolgimento delle elezioni presidenziali e parlamentari entro due anni.
In una dichiarazione alla stampa sulla situazione libica, pubblicata dall’UNSMIL, i membri del Consiglio hanno definito l’accordo un passaggio significativo nel percorso verso elezioni nazionali e verso la progressiva ricomposizione della frammentazione istituzionale del Paese.
Pieno sostegno all’UNSMIL e ad Hanna Tetteh
Il Consiglio di Sicurezza ha riaffermato il proprio sostegno all’UNSMIL e alla Rappresentante Speciale del Segretario Generale per la Libia, Hanna Tetteh, ribadendo l’appoggio alla tabella di marcia politica annunciata dalla Missione.
I membri del Consiglio hanno espresso apprezzamento per l’atteggiamento costruttivo dimostrato dalle parti libiche durante il negoziato e hanno sottolineato come il valore politico dell’intesa dipenderà adesso dalla sua concreta applicazione.
L’invito rivolto alle istituzioni e agli attori interessati è quindi quello di partecipare pienamente, seriamente e senza indugio agli sforzi condotti dalla Rappresentante Speciale, contribuendo all’avanzamento delle diverse fasi della tabella di marcia.
L’obiettivo resta quello di sviluppare un processo sufficientemente inclusivo da permettere alle diverse componenti libiche di concorrere alla costruzione di una soluzione politica sostenibile.
Commissione elettorale e nuove regole per il voto
Il mini-incontro interviene su alcuni dei nodi che per anni hanno ostacolato il ritorno della Libia alle urne.
Da una parte vi è la questione della composizione e della ristrutturazione dell’Alta Commissione Elettorale Nazionale; dall’altra, la necessità di risolvere le controversie relative alle norme destinate a disciplinare le future consultazioni presidenziali e parlamentari.
Per il Consiglio di Sicurezza, l’accordo può quindi rappresentare un passaggio verso la costruzione delle condizioni necessarie per elezioni libere, eque, trasparenti e inclusive.
La sfida sarà evitare che il consenso raggiunto rimanga confinato alla dimensione negoziale. Dopo la firma, infatti, la priorità diventa trasformare gli impegni politici in provvedimenti effettivamente applicabili.
Unificazione delle istituzioni e dell’autorità esecutiva
La dichiarazione del Consiglio amplia tuttavia lo sguardo oltre il dossier elettorale.
I membri hanno sottolineato la necessità di compiere ulteriori progressi verso l’unificazione delle istituzioni libiche, comprese quelle militari e di sicurezza, e verso la costituzione di un’autorità esecutiva unificata.
La frammentazione istituzionale continua infatti a rappresentare uno dei problemi strutturali della crisi libica. La presenza di autorità e strutture concorrenti non condiziona soltanto il processo politico, ma incide sulla gestione delle risorse pubbliche, sulla sicurezza e sulla capacità dello Stato di assumere decisioni valide sull’intero territorio nazionale.
In questa prospettiva, il percorso elettorale e quello dell’unificazione istituzionale vengono considerati parti di una stessa strategia: ricostruire una legittimità nazionale condivisa e dotare il Paese di istituzioni capaci di esercitare effettivamente le proprie funzioni.
Il nodo del quadro di spesa unificato
Particolare attenzione è stata riservata anche alla dimensione economica.
Il Consiglio di Sicurezza ha chiesto ulteriori passi per rafforzare l’attuazione del quadro di spesa unificato per l’anno in corso, indicando nella gestione coordinata e trasparente delle risorse pubbliche uno degli elementi necessari per consolidare la stabilità.
Il dossier finanziario assume una rilevanza politica diretta. In un Paese caratterizzato da una lunga divisione delle strutture istituzionali, la costruzione di meccanismi condivisi per la gestione della spesa pubblica può contribuire a ridurre le tensioni e rafforzare la responsabilità delle istituzioni.
L’unificazione politica, economica e amministrativa viene quindi presentata come un processo necessariamente interdipendente.
«Un processo guidato e gestito dai libici»
Il Consiglio di Sicurezza ha riaffermato con particolare forza il ruolo centrale delle Nazioni Unite nella facilitazione di un processo politico inclusivo, precisando al tempo stesso che tale percorso deve rimanere guidato e gestito dai libici.
Alla comunità internazionale spetta il compito di sostenerlo, non di sostituirsi alle parti nazionali.
Questo principio è accompagnato dalla riaffermazione del rispetto per la sovranità, l’indipendenza, l’integrità territoriale e l’unità nazionale della Libia.
Il Consiglio ha inoltre richiamato la necessità di evitare interferenze esterne negli affari del Paese, un tema particolarmente sensibile considerando il peso che gli attori regionali e internazionali hanno esercitato durante le diverse fasi della crisi libica.
Dalla firma dell’accordo alla prova dell’attuazione
Il messaggio proveniente dal Consiglio di Sicurezza converge dunque su un punto fondamentale: l’accordo rappresenta un risultato importante, ma la sua effettiva portata sarà determinata dalla capacità delle parti di attuarlo.
Il mini-incontro può costituire una base per superare alcune delle controversie che hanno frenato il processo elettorale, ma sarà necessario accompagnarlo con progressi sull’unificazione delle istituzioni, sulla governance economica, sulla sicurezza e sulla costruzione di un’autorità esecutiva condivisa.
La prospettiva indicata dalle Nazioni Unite rimane quella di restituire ai cittadini libici la possibilità di esprimere attraverso elezioni nazionali la propria volontà politica, superando progressivamente una transizione protrattasi per anni.
Per il Consiglio di Sicurezza, il successo del nuovo percorso dipenderà ora dalla responsabilità degli attori libici: trasformare il compromesso raggiunto al tavolo negoziale in istituzioni più unite, regole condivise e un processo elettorale capace di rispondere alle aspirazioni della popolazione.

