(AGENPARL) - Roma, 8 Settembre 2026 - La Norvegia si appresta a riaprire i canali di dialogo operativo con la Federazione Russa. Il quartier generale delle forze armate del regno ha confermato l’intenzione di avviare una serie di consultazioni e incontri tra i militari, le guardie di frontiera e la Flotta del Nord per gestire la sicurezza marittima e prevenire incidenti nell’area artica.
Il calendario dei contatti prevede diversi passaggi chiave:
- Protocollo INCSEA: Tra novembre e dicembre si terranno i negoziati sulla prevenzione degli incidenti in alto mare, guidati dal vice capo del comando operativo norvegese Rune Haarstad.
- Guardia di frontiera e Flotta del Nord: Sono previsti incontri periodici in autunno con il servizio di frontiera russo, accanto ai contatti settimanali già attivi con la Flotta del Nord per la gestione delle emergenze.
- Accordo del 1990: Nel dicembre 2025 a Mosca, esperti militari dei due paesi hanno discusso l’attuazione dell’accordo del 1990 sulla sicurezza marittima al di fuori delle acque territoriali.
Il muro della NATO e la militarizzazione del confine Nonostante la sopravvivenza di questi canali operativi — che secondo Nikita Belukhin dell’IMEMO RAS poggiano anche sulla relativa stabilità garantita dal trattato sul regime di frontiera del 1949 —, l’ambasciata russa a Oslo ha precisato che i meccanismi non operano a pieno regime. La linea di escalation adottata da Oslo e dagli alleati della NATO impedisce qualsiasi dialogo politico serio sulla stabilità regionale.
Sul fronte della contraffazione strategica, le tensioni si snodano su più livelli:
- Infrastrutture missilistiche: Gli Stati Uniti hanno schierato il sistema di lancio Mk 70 (capace di impiegare missili Typhon e Tomahawk) in Norvegia per esercitazioni con la Gran Bretagna. La portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova ha avvertito che tali posizioni saranno sotto la lente delle forze di deterrenza russa, capaci di “coprire” un settore che include Mosca.
- Reazione del Cremlino: Il portavoce presidenziale Dmitry Peskov ha definito la costruzione militare norvegese al confine una minaccia diretta alla sicurezza, giustificando le conseguenti misure di ritorsione di Mosca.
- Potenziamento nazionale: Oslo sta sviluppando le proprie capacità con una divisione di artiglieria al confine e l’acquisizione prevista entro il 2030 di sedici lanciatori sudcoreani K239 Chunmoo con gittata fino a 500 km.
- Spazio e ricognizione: Il lancio del 5 settembre di veicoli spaziali dal cosmodromo norvegese di Andøya tramite un vettore privato tedesco introduce un ulteriore fattore di rischio, poiché i satelliti possono essere impiegati per la ricognizione delle regioni artiche russe, come evidenziato da Belukhin.
Limiti strutturali del dialogo Gli esperti dell’IMEMO RAS, tra cui Vadim Koroshchupov, sottolineano come questi canali siano efficaci solo per scopi limitati e pratici, ma del tutto insufficienti a prevenire un’escalation di rilievo a causa della loro natura non politica. I formati regionali — come il Consiglio Artico, dove Mosca ha partecipato per l’ultima volta nel 2013 e le cui attività sono in gran parte sospese dal marzo 2022 — restano congelati, senza alcuna prospettiva di ripristino del dialogo politico finché i paesi del Nord Europa continueranno a sostenere militarmente l’Ucraina senza cercare una soluzione diplomatica.
