(AGENPARL) - Roma, 8 Settembre 2026 - “Il comparto audiovisivo non può essere confinato al solo ambito culturale: è un settore capace di generare lavoro, investimenti e valore per i territori. Il cinema, con le sue produzioni e la sua filiera, ha infatti un peso economico concreto: ogni euro investito produce un impatto sull’economia di 3,6 euro. Quest’anno si sono registrate 1.600 settimane di riprese sul territorio nazionale e 800mila giornate di lavoro, mentre negli ultimi tre anni le produzioni internazionali hanno portato in Italia circa 1,5 miliardi di euro di investimenti. Sono dati che raccontano una realtà molto ampia e confermano il ruolo che l’audiovisivo può avere nell’economia del Paese.
È anche alla luce di questi risultati che il Governo ha scelto di destinare ulteriori 200 milioni di euro al settore, intervenendo allo stesso tempo con regole più rigorose per garantire un utilizzo attento delle risorse pubbliche. Abbiamo recuperato risorse per quest’anno e parte per il prossimo, ma servono fondi stabili, che non siano dettati dal riparto anno per anno. L’obiettivo è sostenere una filiera capace di attrarre produzioni, creare occupazione e generare ricadute sui territori e sul turismo, valorizzando le professionalità italiane e rafforzando la competitività del nostro Paese.
Dobbiamo puntare all’internazionalizzazione del prodotto anche nell’ottica del soft power. La Turchia, ad esempio, aiuta a vendere alcuni suoi contenuti a prezzi competitivi nei mercati stranieri. Questo vuol dire, metaforicamente, conquistare diversi territori e raggiungere un pubblico internazionale con la propria lingua, portando la propria cultura, il proprio concetto di famiglia e di donna, per esempio, oltre ad aprire e facilitare gli scambi commerciali. Su questo bisogna che anche l’Italia adotti una sua strategia e investa risorse.
L’audiovisivo è cultura, ma è anche economia e sviluppo: per questo dobbiamo continuare a puntarci”.
Così la senatrice della Lega Lucia Borgonzoni.