(AGENPARL) - Roma, 8 Settembre 2026 - *Automotive, dalle Regioni un pacchetto di proposte alle istituzioni Ue*
*Di Sciascio: "Per la Puglia occasione preziosa di confronto per
accompagnare il cambiamento e valorizzare un settore strategico"*
Le Regioni italiane dell'automotive hanno partecipato oggi a una missione
istituzionale a Bruxelles, organizzata dalla Conferenza delle Regioni e
delle Province autonome nell'ambito della Commissione Attività Produttive,
coordinata dall'assessore della Regione Marche Giacomo Bugaro.
La missione è stata dedicata al confronto con le Istituzioni comunitarie
sul pacchetto automotive e sulle prospettive di sviluppo e competitività
della filiera.
Le delegazioni delle Regioni automotive hanno incontrato il vicepresidente
della Commissione europea Raffaele Fitto, la presidente del Parlamento
europeo Roberta Metsola, la vicepresidente del Parlamento europeo Antonella
Sberna, oltre ai deputati europei responsabili dei dossier automotive e ai
membri delle Commissioni competenti.
Sono intervenuti i rappresentanti delle Regioni:
• Tiziana Magnacca – Abruzzo
• Michele Napoli – Basilicata
• Fulvio Bonavitacola – Campania
• Roberta Angelilli – Lazio
• Guido Guidesi – Lombardia
• Andrea Di Lucente – Molise
• Andrea Tronzano – Piemonte
• Eugenio Di Sciascio – Puglia
Alla missione hanno aderito e partecipato anche i rappresentanti di Emilia
Romagna, Toscana, Umbria e Veneto.
Le Regioni, in mattinata, si sono confrontate con rappresentanti della
Commissione europea e della Rappresentanza Permanente d'Italia presso
l'Unione europea, portando le istanze dei territori su un comparto
strategico per il sistema produttivo nazionale ed europeo.
Alle Istituzioni comunitarie, le Regioni italiane hanno presentato un
documento congiunto con proposte nette, chiare e concrete, nella
consapevolezza che l'automotive rappresenta una filiera strategica per
l'industria europea, l'occupazione e l'innovazione.
Le Regioni condividono l'obiettivo della transizione verso una mobilità
sostenibile, ma ritengono indispensabile che essa sia accompagnata da una
politica industriale europea capace di preservare competitività,
investimenti e capacità produttiva in Europa.
"Ringrazio la Conferenza delle Regioni e le istituzioni europee – commenta
l'assessore allo Sviluppo economico e Lavoro della Regine Puglia, *Eugenio
Di Sciascio* – per questa importante opportunità di confronto, che ci ha
consentito di portare direttamente a Bruxelles le esigenze dei nostri
territori. Per la Puglia è un'occasione preziosa per rafforzare una
posizione che abbiamo sostenuto con convinzione: accompagnare il
cambiamento del settore automobilistico senza mettere a rischio il
patrimonio produttivo e occupazionale costruito negli anni. Fare squadra
tra Regioni, Governo e istituzioni europee è la strada giusta per dare
certezze alle imprese e creare le condizioni per nuovi investimenti e nuove
prospettive di crescita".
*NEUTRALITÀ TECNOLOGICA: UNA CONDIZIONE PER LA TRANSIZIONE*
Per le Regioni è prioritario garantire un quadro regolatorio stabile,
prevedibile e fondato sul principio della neutralità tecnologica.
La trasformazione della mobilità non può essere affidata a un'unica
soluzione: l'Europa deve mantenere aperta la strada a tutte le tecnologie
in grado di contribuire agli obiettivi ambientali, tenendo conto anche
della loro sostenibilità industriale, economica e sociale.
La neutralità tecnologica deve quindi diventare un principio guida delle
politiche europee, evitando scelte regolatorie eccessivamente rigide che
possano determinare perdita di investimenti, indebolimento della
componentistica e delocalizzazione delle produzioni.
In questa prospettiva, le Regioni ritengono prioritario:
• sostenere investimenti, innovazione,
digitalizzazione e riconversione industriale;
• accompagnare la trasformazione della
componentistica e delle PMI;
• garantire un quadro europeo di aiuti di Stato
ampio, stabile e flessibile, evitando asimmetrie competitive tra territori;
• sostenere l'introduzione di una nuova
categoria di veicoli alimentati da carburanti neutri (VEEF);
• modificare gli obiettivi intermedi di
riduzione delle emissioni rispetto al 2021, anche con riferimento ai
veicoli commerciali leggeri, introducendo una proroga delle scadenze
attualmente previste per il 2029 e il 2032;
• adeguare la disciplina in materia di aiuti di
Stato attraverso l'introduzione di uno specifico regime di sostegno agli
investimenti produttivi, che consenta di accompagnare efficacemente
progetti ad alta intensità tecnologica e di capitale, inclusi quelli
promossi dalle grandi imprese.
L'obiettivo non è rallentare la transizione, ma renderla industrialmente,
socialmente ed economicamente sostenibile, tutelando aziende,
componentistica, indotto e livelli occupazionali.
considerano irrinunciabile una politica di coesione forte, con adeguate
risorse e sufficiente flessibilità per sostenere innovazione, competitività
e trasformazione industriale nei territori.
Nella nuova programmazione, l'automotive deve essere riconosciuto come
filiera industriale strategica europea, prevedendo uno strumento
finanziario dedicato, accessibile anche a Regioni, territori e PMI, per
sostenere investimenti produttivi, innovazione, riconversione,
componentistica, competenze, energia e infrastrutture.
La posizione delle Regioni parte da un principio chiaro: la transizione
deve accompagnare il cambiamento, non determinare la desertificazione
industriale dei territori.
Per questo è necessario difendere i posti di lavoro, le competenze, gli
investimenti e il patrimonio industriale e tecnologico europeo, rafforzando
la capacità dell'Europa di produrre, innovare e competere.