(AGENPARL) - Roma, 4 Settembre 2026 - ROMA, 4 sett. – "Sono rimasta attonita nell'ascoltare un esponente di Fratelli d'Italia che alla kermesse di Bari ha attribuito al proprio partito il merito dell'approvazione del voto fuori sede. Mi chiedo fino a che punto possa arrivare la propaganda, quando si arriva persino a riscrivere la realtà dei fatti. Sul tema, come sanno le associazioni dei fuori sede, c'è stato un impegno di diverse forze politiche, con il M5S in prima fila con una proposta a mia prima firma e altri esponenti impegnati per anni. Fratelli d'Italia è lo stesso partito della maggioranza di centrodestra che, dopo aver previsto due discipline sperimentali per consentire il voto fuori sede, ha scelto di non riproporle in occasione dell'ultimo referendum sulla giustizia. Una scelta che appare ancora più grave se si considera che quelle sperimentazioni avevano funzionato e che il voto fuori sede è stato di fatto trattato come uno strumento di convenienza politica: consentito quando non incideva sul risultato elettorale e accantonato quando avrebbe potuto farlo. Poi, quasi in preda a un tardivo e provvidenziale ravvedimento, il Governo ha dato parere favorevole a un emendamento che ripropone lo strumento. Peccato che abbia deciso, senza una ragione comprensibile, di abbandonare un modello già sperimentato e funzionante per introdurne uno completamente nuovo, mai testato sul campo. Il risultato è una disciplina che rischia di creare disparità per i cittadini, enormi difficoltà organizzative ai Comuni, costi significativi per le amministrazioni e, soprattutto, seri dubbi sulla sua concreta applicabilità. La domanda è semplice: perché non si è scelto di rendere strutturale il procedimento già sperimentato con successo? Sul tavolo c'erano proposte, compresa quella del M5S, capaci di garantire un sistema semplice, lineare e certo. Il voto fuori sede non è una concessione del Governo né una bandierina da sventolare per propaganda: è un diritto democratico fondamentale. E chi governa dovrebbe preoccuparsi di renderlo effettivamente esercitabile, non di intestarsene il merito dopo averlo ostacolato e averne complicato l'attuazione". Lo afferma con una nota alla deputata del M5S Emma Pavanelli.
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