(AGENPARL) - Roma, 31 Agosto 2026 - La tensione geopolitica nel Golfo Persico ha raggiunto un livello di guardia critico dopo l’attacco condotto dagli Stati Uniti contro parti dell’isola di Larak, situata nello strategico Stretto di Hormuz. L’incursione militare statunitense, avvenuta domenica, ha provocato la morte e il ferimento di diversi militari e civili iraniani. Ha generato inoltre ingenti danni alle infrastrutture pubbliche e private. La risposta di Teheran non si è fatta attendere. Le forze armate iraniane hanno scatenato una vasta offensiva con droni e missili contro installazioni militari americane nella regione.
La condanna ufficiale del Ministero degli Esteri
Il Ministero degli Esteri della Repubblica Islamica ha condannato con la massima fermezza l’azione statunitense. L’ha definita una palese violazione della sovranità nazionale, dell’integrità territoriale e dell’articolo 2, paragrafo 4, dello Statuto delle Nazioni Unite. In una nota ufficiale, Teheran ha ribadito un concetto chiave. L’attacco statunitense ha sfruttato postazioni in territorio estero come trampolino di lancio.
Il dicastero iraniano ha inoltre chiamato in causa il Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Ha interpellato anche il Segretario Generale affinché si assumano le proprie responsabilità di fronte a un’aggressione che alimenta l’instabilità. Secondo il governo iraniano, la radice principale dell’insicurezza nella navigazione commerciale e petrolifera del Golfo Persico e dello Stretto di Hormuz possiede una sola origine. Risiede unicamente nelle azioni illegali condotte da Stati Uniti e Israele a partire dal conflitto scoppiato il 28 febbraio.
I raid di rappresaglia: colpiti gli Emirati e la Giordania
In risposta all’attacco su Larak, l’esercito e i pasdaran iraniani hanno mobilitato i propri arsenali. Il Comando dell’Esercito ha annunciato di aver preso di mira con dozzine di droni d’attacco la base aerea di Al Minhad. Questa struttura è situata a sud di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti. L’operazione ha centrato le aree di stazionamento degli elicotteri e del personale militare statunitense. Al Minhad rappresenta uno dei nodi logistici e di trasporto aereo più rilevanti per le forze straniere nell’area.
Parallelamente, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica ha condotto un’operazione combinata. Ha utilizzato missili e droni contro le basi aeree statunitensi King Hussein e Al-Azraq in Giordania. I vettori iraniani hanno colpito le infrastrutture tecniche. Hanno danneggiato le officine di manutenzione e le aree di rimessaggio dei caccia. In questo modo hanno inflitto danni significativi alle strutture utilizzate per supportare l’offensiva contro l’Iran.
Il monito di Teheran
Le autorità di Teheran hanno ribadito un avvertimento preciso. Le forze armate continueranno a esercitare il proprio diritto inalienabile alla legittima difesa. Lo faranno fino a quando la minaccia straniera non sarà sradicata dalla regione. L’esecutivo iraniano ha infine sottolineato un aspetto decisivo. La piena responsabilità politica e materiale per le conseguenze di questa nuova escalation ricade interamente sul governo di Washington e sui suoi alleati. Tra gli effetti rientrano anche il blocco navale e la guerra economica in corso.
