(AGENPARL) - Roma, 29 Agosto 2026 - La partnership strategica tra Somalia e Turchia entra nel vivo, puntando a ridefinire il panorama energetico del Corno d’Africa. Le autorità somale guardano con forte ottimismo alla seconda metà dell’anno, periodo in cui sono attesi i primi verdetti cruciali legati alle operazioni di perforazione offshore per la ricerca di petrolio e gas condotte congiuntamente con Ankara. Parallelamente, il governo di Mogadishu punta ad allargare l’intesa bilaterale anche al settore dei minerali strategici.
Dalla sismica ai pozzi in acque profonde
Dopo il completamento e l’attenta analisi dei rilievi sismici effettuati al largo della costa somala – grazie anche al lavoro della nave di ricerca Oruc Reis – la cooperazione bilaterale ha superato la fase preliminare. Attualmente, le operazioni di perforazione in acque profonde sul pozzo di Curad-1 (avviate ad aprile e affidate alla nave Cagri Bey) procedono a pieno ritmo e dovrebbero protrarsi per diversi mesi.
Il ministro somalo del petrolio e delle risorse minerarie, Dahir Shire Mohamed, ha espresso forte fiducia sul buon esito della campagna esplorativa, sottolineando come l’eventuale scoperta di riserve commerciali rappresenterebbe un volano straordinario per lo sviluppo economico nazionale, la creazione di posti di lavoro e la stabilità della regione. Un pilastro fondamentale dell’accordo riguarda inoltre il trasferimento di competenze: l’obiettivo di Mogadishu è formare la forza lavoro locale affinché i tecnici somali possano subentrare gradualmente agli esperti stranieri.
Nuove frontiere: l’intesa sui minerali strategici
Non solo idrocarburi. L’asse tra Somalia e Turchia è destinato a rafforzarsi ulteriormente nel comparto minerario. Nel corso dei recenti colloqui istituzionali a Istanbul con il ministro turco dell’Energia e delle Risorse Naturali, Alparslan Bayraktar, è emersa la volontà comune di rivitalizzare e aggiornare il protocollo d’intesa (MoU) siglato nel 2016.
La Somalia possiede un sottosuolo ricco e ancora in gran parte inesplorato, che spazia dall’uranio alla sabbia di silice, passando per depositi di minerali critici essenziali per l’industria moderna. L’esperienza tecnica e il supporto di Ankara si riveleranno cruciali per mappare accuratamente le riserve e avviare un processo estrattivo sostenibile.
Un’alleanza strategica di lungo corso
I legami tra i due Paesi affondano le radici nella solidarietà umanitaria dimostrata dalla Turchia durante la crisi del 2011 e si sono progressivamente consolidati in settori chiave come la sicurezza, le infrastrutture, la difesa e il commercio. Oggi, la cooperazione energetica e mineraria rappresenta il tassello più avanzato di un partenariato geopolitico che risponde anche alla necessità di diversificare le fonti di approvvigionamento in un contesto di instabilità energetica globale.
