(AGENPARL) - Roma, 28 Agosto 2026 - Roma, 28 agosto. "Che Forza Italia si schieri ancora una volta a difesa di banche, grandi gruppi e compagnie petrolifere, in particolare alla vigilia della Manovra, non sorprende più nessuno. Il vicepremier Tajani ha già dato prova del suo talento da lobbista delle banche, in particolare di Mediolanum, partecipata dalla famiglia Berlusconi. Adesso basta, però: la priorità deve tornare a essere la tutela dei lavoratori, delle famiglie e delle piccole imprese che ogni giorno fanno i conti con bollette, carburanti, mutui e costo della vita sempre più pesante. Tajani dovrebbe spiegare perché, quando si tratta dei contribuenti senza santi in paradiso, le tasse possono aumentare, i sacrifici vengono considerati inevitabili e le risorse sembrano non bastare mai; quando invece si parla di grandi gruppi che realizzano profitti enormi, improvvisamente la tassazione diventa un pericolo e l'unica strada possibile sarebbe quella del 'dialogo concordato'. Dialoghi pure, allora. Ma cerchi di recuperare risorse vere da chi sta accumulando una valanga di ricchezza, non la miseria di 130 milioni per il solito minisconticino sui carburanti di cui nessun italiano si renderà conto. Cominci dalle famiglie che a fine mese non riescono più a far quadrare i conti, dagli artigiani, dai commercianti e dai piccoli imprenditori che non hanno riserve milionarie a cui attingere e che sono costretti a tagliare anche sulle spese minime e indispensabili. Lo Stato non deve essere lo 'sceriffo di Nottingham', dice Tajani. Giusto. Ma non può neppure trasformarsi nello scudo di Nottingham per proteggere chi ha di più, chiedendo sempre nuovi sacrifici a chi ha di meno. Il punto è stabilire un principio elementare di equità: nei momenti di difficoltà chi ha beneficiato di condizioni eccezionalmente favorevoli ed è nelle condizioni di contribuire di più deve fare la propria parte, senza che tutto il peso ricada ancora una volta sui soliti noti. Ecco, Tajani provi a pensare a tutto questo e la smetta con la recita da liberale, perché non c'è niente di liberale nell'aver oppresso il Paese con il record della pressione fiscale degli ultimi 20 anni, secondo solo a quello raggiunto durante il Governo tecnico di Mario Monti". Lo comunica Daniela Torto, capogruppo M5S in Commissione bilancio della Camera.
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