(AGENPARL) - Roma, 27 Agosto 2026 - Il summit dei leader si terrà il 12 e 13 settembre nella capitale indiana. Almeno otto capi di Stato e di governo su undici membri confermano la presenza. Sul tavolo le tensioni geopolitiche globali e il dossier del Medio Oriente
L’India si prepara a ospitare un nuovo cruciale appuntamento della diplomazia internazionale. Il mese prossimo la capitale indiana accoglierà il presidente cinese Xi Jinping, il presidente russo Vladimir Putin, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian e una fitta schiera di leader globali in occasione del vertice BRICS di Nuova Delhi.
Anche se il governo indiano non ha ancora diffuso un annuncio formale con le date definitive, il summit è ufficiosamente calendarizzato per il 12 e 13 settembre, con location probabile al Bharat Mandapam, la stessa imponente struttura che ha ospitato il vertice del G20 nel settembre 2023.
Le presenze chiave e gli inviti estesi
Attualmente il raggruppamento BRICS conta 11 membri ufficiali e 10 paesi partner. Nuova Delhi ha esteso gli inviti a tutti i 21 Stati affiliati, aprendo inoltre le porte a diversi osservatori e non membri nell’ambito del vertice di sensibilizzazione. Tra questi figurano il primo ministro del Bangladesh Tarique Rahman (in veste di presidente dell’Iniziativa BIMSTEC), il Burundi per l’Unione Africana, le Filippine per l’ASEAN, l’Uruguay per la CELAC e il Bahrein per il Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC).
Tra i membri effettivi, otto leader su undici saranno rappresentati ai massimi livelli istituzionali. Oltre a Xi, Putin e Pezeshkian, siederanno al tavolo il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa, l’egiziano Abdel Fattah El-Sisi, l’indonesiano Prabowo Subianto e il premier etiope Abiy Ahmed. Il Brasile sarà guidato dal ministro degli Esteri Mauro Vieira, data l’imminenza delle elezioni generali previste a ottobre in patria. Gli Emirati Arabi Uniti saranno verosimilmente rappresentati dal principe ereditario Khaled bin Mohamed bin Zayed Al Nahyan, mentre restano in via di definizione i dettagli per la delegazione saudita. Tra i leader confermati figurano anche il premier malese Anwar Ibrahim, il cubano Miguel Díaz-Canal, il bielorusso Aleksandr Lukashenko e il kazako Kassym-Jomart Tokayev.
I dossier caldi: Medio Oriente, Stati Uniti e architettura finanziaria
Per il governo di Narendra Modi si tratta del terzo vertice ospitato (dopo le edizioni del 2016 e del 2021, quest’ultima in formato virtuale causa pandemia). L’appuntamento di settembre assume una valenza strategica particolarmente delicata in un momento di forte instabilità geopolitica: basti pensare alle tensioni in Asia occidentale, dove Iran ed Emirati Arabi Uniti si trovano su fronti contrapposti — frizioni che avevano già impedito una dichiarazione congiunta all’ultimo incontro dei ministri degli Esteri.
Il summit arriva inoltre a ridosso della riunione dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (SCO) e a pochi mesi dal vertice G20 guidato dagli Stati Uniti. Non mancano le ombre di Washington: l’amministrazione di Donald Trump ha più volte criticato apertamente il blocco BRICS, arrivando a minacciare ritorsioni doganali e finanziarie nel caso in cui il gruppo procedesse verso la creazione di una valuta di scambio alternativa.
Nonostante l’assenza di un accordo formale o di una segreteria permanente rigida, i BRICS continuano a consolidare i propri pilastri economici e strategici — come la New Development Bank e il fondo di riserva d’emergenza (Contingent Reserve Arrangement) —, puntando a rafforzare il proprio peso finanziario e geopolitico sullo scenario globale.
