(AGENPARL) - Roma, 27 Agosto 2026 - «La violenta rivolta scoppiata nel CPR di Pian del Lago a Caltanissetta e il ferimento di un agente di Polizia ci ricordano ancora una volta quale sia la realtà con cui ogni giorno sono costrette a confrontarsi le nostre Forze dell'ordine. Al poliziotto ferito va tutta la nostra solidarietà e l'augurio di una pronta guarigione, mentre alle donne e agli uomini in divisa che hanno riportato la situazione sotto controllo va il nostro più sincero ringraziamento».
Lo dichiarano Luca Sbardella, deputato di Fratelli d'Italia e commissario del partito in Sicilia, e Sara Kelany, deputato di Fratelli d'Italia e responsabile dipartimento Immigrazione del partito.
«Ma quanto accaduto a Caltanissetta pone soprattutto una questione politica che non può più essere elusa. Mentre il Governo Meloni lavora per contrastare l'immigrazione irregolare, rendere effettivi i rimpatri e riaffermare il principio elementare secondo cui in Italia entra e rimane chi ne ha diritto, una parte della sinistra continua a chiedere la chiusura dei CPR.
Davanti alle immagini di un padiglione incendiato, agli oggetti scagliati contro gli agenti e a un poliziotto finito al pronto soccorso, chi propone di smantellare i CPR dovrebbe spiegare agli italiani quale sia la propria alternativa. Non è sufficiente continuare a raccontare ideologicamente ogni forma di immigrazione come una "risorsa": chi reagisce con la violenza alle leggi dello Stato, aggredisce le Forze dell'ordine e tenta di sottrarsi a un rimpatrio deve essere chiamato per quello che è e deve rispondere delle proprie azioni.
Su questo la distanza tra noi e certa sinistra è netta. Per noi vengono prima la legalità, la sicurezza degli italiani e la tutela di chi indossa una divisa.
Il Governo non arretrerà di un centimetro: i confini vanno difesi, i rimpatri vanno effettuati, le Forze dell'ordine vanno tutelate e chi non ha diritto di restare in Italia deve lasciare il nostro Paese. I fatti di Caltanissetta dimostrano, ancora una volta, perché questa linea non è soltanto giusta, ma necessaria».
