(AGENPARL) - Roma, 23 Agosto 2026 - La Libia non soffre di una mancanza di competenze, conoscenze o professionalità. La sfida decisiva è riuscire a riunire il capitale umano del Paese attorno a una visione nazionale condivisa, trasformando esperienza, ricerca e capacità professionali in strumenti concreti per costruire il futuro dello Stato.
È questo il messaggio centrale lanciato dal vicepresidente del Consiglio presidenziale libico, Abdullah Al-Lafi, intervenuto all’apertura del primo Libya Experts Forum 2026, organizzato domenica presso l’Hotel Corinthia di Tripoli con lo slogan “Esperti libici… Partner nella costruzione del futuro”.
L’iniziativa punta a mettere al centro del dibattito sul futuro della Libia una risorsa spesso rimasta ai margini delle dinamiche politiche che hanno caratterizzato la lunga transizione del Paese: le competenze dei libici che operano nelle università, negli ospedali, nei centri di ricerca, nelle istituzioni e nelle organizzazioni internazionali.
Dalle competenze individuali a una capacità nazionale
Nel suo intervento, Al-Lafi ha sottolineato che alla Libia non mancano le capacità professionali e intellettuali. Il problema è piuttosto quello di organizzarle, metterle in comunicazione e orientarle verso obiettivi comuni, affinché possano contribuire alla definizione di una strategia di lungo periodo per il Paese.
La costruzione delle competenze nazionali, secondo il vicepresidente del Consiglio presidenziale, non può dipendere esclusivamente dalla politica, dalla disponibilità di risorse finanziarie o dall’esistenza formale delle istituzioni. Alla base deve esserci una mentalità nazionale capace di collegare conoscenza e processo decisionale.
È un passaggio particolarmente significativo per un Paese nel quale la frammentazione politica e istituzionale rischia di riflettersi anche sulla capacità di programmare lo sviluppo. Riunire esperti provenienti da settori e percorsi differenti significa tentare di costruire uno spazio nel quale le decisioni sul futuro possano essere maggiormente fondate su competenze, analisi e programmazione.
«L’uomo rappresenta il vero investimento»
Al-Lafi ha posto il capitale umano al centro della propria riflessione.
«Le menti si misurano con la scienza e la conoscenza, e l’uomo rappresenta il vero investimento, con la sua esperienza e competenza capaci di far progredire le società».
Il concetto introduce una prospettiva che va oltre la tradizionale centralità delle risorse naturali nell’economia libica. In un Paese dotato di importanti riserve energetiche, la costruzione del futuro dipende anche dalla capacità di investire nelle persone, nella formazione, nella ricerca e nelle competenze professionali.
Il patrimonio di una nazione, in questa prospettiva, non coincide soltanto con petrolio, gas, infrastrutture o risorse finanziarie. Comprende anche la capacità dei suoi cittadini di produrre conoscenza, innovazione e soluzioni e di trasformarle in politiche pubbliche efficaci.
Il Libya Experts Forum come «appuntamento per la nazione»
Per Al-Lafi, il forum non deve essere considerato semplicemente come un’altra conferenza. Nel suo intervento lo ha definito un vero «appuntamento per la nazione e per la Libia», chiamato a contribuire alla definizione del domani.
Il raduno di esperti e professionisti rappresenterebbe, nelle sue parole, anche la «restaurazione di una parte della patria»: un’espressione che attribuisce alla valorizzazione delle competenze una dimensione non soltanto tecnica, ma anche nazionale.
La questione diventa quindi quella di costruire un rapporto strutturale tra conoscenza e istituzioni. Un forum di esperti può produrre analisi, proposte e visioni; la sfida successiva consiste nel creare meccanismi attraverso i quali queste competenze possano incidere concretamente sui processi decisionali.
Recuperare il patrimonio professionale libico nel mondo
Un altro punto centrale dell’intervento riguarda le competenze libiche presenti all’estero.
Al-Lafi ha ricordato come professionisti e specialisti libici abbiano saputo affermarsi nelle università, negli ospedali, nei centri di ricerca scientifica e nelle istituzioni internazionali in diverse parti del mondo. Un patrimonio di esperienza che, nella sua visione, dovrebbe essere maggiormente collegato alle esigenze del Paese.
La questione non riguarda necessariamente soltanto il ritorno fisico dei professionisti in Libia. La costruzione di reti scientifiche e professionali potrebbe permettere di coinvolgere anche la diaspora attraverso ricerca, consulenza, formazione, trasferimento tecnologico e partecipazione a progetti strategici nazionali.
La capacità di collegare le competenze presenti all’interno del Paese con quelle sviluppatesi all’estero potrebbe diventare uno degli strumenti attraverso cui ridurre il divario tra le potenzialità della Libia e la capacità effettiva delle sue istituzioni di trasformarle in sviluppo.
Dalla politica dell’emergenza alla programmazione del futuro
Il significato più ampio del Libya Experts Forum riguarda proprio il rapporto tra gestione della crisi e costruzione di una visione di lungo periodo.
Dopo anni nei quali gran parte del dibattito pubblico libico si è concentrato sulle istituzioni della transizione, sugli equilibri politici e sulla ricerca di una soluzione alla frammentazione del potere, il messaggio che emerge dall’intervento di Al-Lafi introduce un’altra domanda: quale Libia dovrà essere costruita una volta superata la transizione?
Avere istituzioni unificate rappresenta infatti una condizione fondamentale, ma non esaurisce il problema della costruzione dello Stato. Servono amministrazioni capaci di programmare, professionisti in grado di trasformare le priorità politiche in progetti, università e centri di ricerca collegati alle esigenze nazionali e un sistema nel quale le decisioni pubbliche possano beneficiare stabilmente delle migliori competenze disponibili.
In questa prospettiva, il primo Libya Experts Forum può assumere un significato che supera quello dell’evento stesso: trasformare le competenze libiche da patrimonio disperso a capacità strategica nazionale.
La sfida sarà verificare se questa impostazione riuscirà a tradursi in strutture permanenti, programmi e strumenti capaci di collegare gli esperti alle istituzioni e il sapere alle decisioni.
Perché, come emerge dal messaggio di Al-Lafi, il futuro della Libia non dipenderà soltanto dalle risorse che il Paese possiede, ma dalla capacità di riunire le sue migliori energie attorno a una visione comune e trasformare la conoscenza in decisioni, istituzioni e sviluppo.
