(AGENPARL) - Roma, 20 Agosto 2026 - RANUCCI, DE CORATO (FDI): SULL'ATTENTATO ORA PARLINO I FATTI, NON LE NARRAZIONI POLITICHE
"Sulla vicenda dell'attentato a Sigfrido Ranucci è arrivato il momento di lasciare da parte suggestioni e narrazioni politiche e tornare rigorosamente ai fatti emersi dalle indagini. Valter Lavitola ha ammesso davanti al giudice di essere stato il mandante dell'attentato. Ha sostenuto di averlo organizzato per favorire un rafforzamento della protezione di Ranucci, ma questa spiegazione è stata giudicata dal gip inverosimile e priva di adeguati riscontri. Sarà quindi la magistratura, e soltanto la magistratura, a ricostruire definitivamente movente e responsabilità. Un altro elemento deve essere altrettanto chiaro: allo stato delle indagini Ranucci è parte offesa e gli investigatori lo considerano inconsapevole del progetto. Ogni diversa insinuazione deve quindi essere respinta finché non emergano fatti nuovi. Ma proprio il rispetto della verità impone di ricordare anche ciò che è accaduto nel dibattito politico dopo la bomba. Il 18 ottobre 2025 Elly Schlein, dopo aver espresso solidarietà a Ranucci davanti al congresso del Pse, affermò che libertà e democrazia sono a rischio quando l'estrema destra è al governo. Il deputato del Movimento 5 Stelle Dario Carotenuto arrivò invece a definire il Governo "mandante morale" dell'attentato, espressione che ha successivamente ribadito, precisando di non aver mai inteso attribuire all'Esecutivo un mandato materiale. Quelle parole oggi meritano quantomeno una riflessione. Quando un fatto criminale gravissimo viene utilizzato immediatamente all'interno dello scontro politico, prima che gli investigatori abbiano individuato il mandante, il rischio è quello di trasformare ipotesi e suggestioni in responsabilità politiche date per acquisite".
