(AGENPARL) - Roma, 20 Agosto 2026 - "Sei donne uccise in cinque giorni per mano di mariti e compagni, due gravemente ferite. Una situazione da lutto nazionale, in un Paese che non riesce ad arginare questa piaga sociale che uccide più della criminalità organizzata. Una scia di sangue che lascia sgomenti, che dimostra come purtroppo le singole norme, per quanto necessarie, non bastano a fermare la mattanza. Le avvisaglie della violenza e i fattori di rischio sono spesso sottovalutati da chi deve predisporre la protezione della donna; e ancora più spesso accade che le donne andate a denunciare la violenza domestica non siano credute, proprio come accade troppo spesso alle vittime di stupro. Questo significa che è indispensabile e non più rinviabile mettere in atto un piano nazionale di formazione specifica e obbligatoria per chi si occupa di violenza di genere, forze dell'ordine, magistrati, servizi sociali, servizi sanitari, ecc. Non riconoscere la violenza vuol dire abbandonare le donne al proprio destino e questo non è accettabile in un Paese civile". Così la deputata dem Laura Boldrini, Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Al contempo – conclude Boldrini – è altrettanto evidente che il problema della violenza sulle donne sia di origine culturale e che per estirparlo sia imperativo formare i giovani fin dai primi anni di scuola al rispetto e alla parità. Così come servirebbe una capillare e articolata campagna di sensibilizzazione sui media, sui mezzi di trasporto, negli istituti scolastici, in tutti gli enti pubblici. Se non si agisce in modo organico, coinvolgendo tutti gli aspetti e gli ambiti della prevenzione, non si riuscirà a ottenere quel cambio di passo necessario per sradicare la mentalità patriarcale alla base della violenza contro le donne. E allora la domanda è: può questo governo uscire dalla sola dimensione repressiva e fare un serio e esteso investimento sulla prevenzione? Quanto si deve ancora aspettare?".
Roma, 20 agosto 2026