(AGENPARL) - Roma, 5 Ottobre 2026 - L'assessore Fabrizio Ferrandelli, formalmente delegato dal sindaco Roberto
Lagalla, ha consegnato a nome dell'Amministrazione comunale di Palermo
l'opera del maestro Pippo Madè alla Basilica Papale di San Francesco in
occasione delle celebrazioni dell'ottavo centenario della morte del Santo
ASSISI – Un gesto di amicizia, di cultura e di profonda vicinanza
spirituale unisce Palermo ad Assisi in occasione dell'ottavo centenario
della morte di San Francesco.
d'Italia, l'assessore del Comune di Palermo Fabrizio Ferrandelli,
formalmente delegato dal sindaco Roberto Lagalla a rappresentare
l'Amministrazione comunale alle cerimonie e alle funzioni dell'ottavo
centenario, ha consegnato a nome della Città di Palermo alla Basilica
Papale di San Francesco l'opera "San Francesco e Santa Chiara", realizzata
dal maestro Pippo Madè e donata dall'artista e dall'Associazione culturale
Festina lente.
La consegna è avvenuta nelle mani del Custode del Sacro Convento, fra Marco
Moroni, quale testimonianza concreta del legame che da tempo unisce Palermo
alla Basilica e alla comunità francescana di Assisi.
L'opera, realizzata nel 2026 con tecnica mista su carta in fibra di cotone,
raffigura San Francesco e Santa Chiara frontalmente, a piedi nudi, con le
braccia aperte e le mani che si incontrano al centro della composizione. Il
sole e la luna, il giorno e la notte, richiamano il Cantico delle Creature
e restituiscono attraverso il linguaggio dell'arte il rapporto profondo tra
la spiritualità francescana, la fraternità e il rispetto del creato.
«Portare ad Assisi quest'opera a nome della Città di Palermo – dichiara
l'assessore Fabrizio Ferrandelli – significa testimoniare una vicinanza che
non è soltanto istituzionale, ma culturale e umana. Palermo consegna alla
Basilica di San Francesco un'opera nata dalla sensibilità di un grande
artista della nostra città e lo fa nell'anno in cui l'Italia e il mondo
ricordano gli ottocento anni dalla morte del Santo. È un gesto che parla di
dialogo, di amicizia e di condivisione di valori che non appartengono
soltanto alla storia della Chiesa, ma rappresentano un patrimonio
universale».
«A ottocento anni dalla sua morte – prosegue Ferrandelli – San Francesco
continua a parlarci con una forza straordinaria. Il suo messaggio può
ancora ispirare l'azione del nostro Paese e delle nostre comunità: nella
tutela e nel rispetto del creato, nella convivenza civile, nella capacità
di stare accanto ai poveri e agli ultimi, nell'umiltà del servizio e nella
scelta di mettere al centro la dignità della persona, soprattutto di chi è
più fragile. Sono valori di cui oggi abbiamo particolarmente bisogno e che
Palermo, città mediterranea dell'incontro e del dialogo, sente
profondamente propri».
La presenza ufficiale del Comune di Palermo ad Assisi assume quindi un
significato che va oltre la semplice partecipazione alle celebrazioni. La
donazione dell'opera di Pippo Madè diventa un segno della volontà della
Città di Palermo di rinnovare il proprio rapporto con Assisi e con la
comunità francescana, affidando all'arte il compito di raccontare una
comune idea di fraternità e di responsabilità verso il mondo che ci
circonda.
Il legame tra il maestro Madè e la Basilica di San Francesco affonda le
proprie radici negli anni Settanta e si è consolidato attraverso importanti
lavica realizzata per il Chiostro dei Morti della Basilica e il ciclo del
Santo Rosario ospitato nel Salone Romanico, oltre al Presepe incantato,
realizzato in vetro di Murano ed esposto nella Basilica francescana.
Con la consegna di "San Francesco e Santa Chiara", Palermo rinnova così il
proprio omaggio al Santo patrono d'Italia e affida ad Assisi un messaggio
che guarda al futuro: a ottocento anni dalla sua morte, la lezione di
Francesco può continuare a essere una fonte di ispirazione per una società
più attenta al creato, più solidale con i poveri e i fragili, capace di
promuovere la convivenza civile e di riscoprire il valore dell'umiltà e del
servizio.
Un messaggio che parte da Palermo e raggiunge Assisi, nel segno dell'arte,
della cultura e della fraternità.
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