(AGENPARL) - Roma, 20 Agosto 2026 - Il carbone continua a occupare una posizione centrale nella produzione mondiale di elettricità, ma il sistema energetico globale sta attraversando una trasformazione sempre più rapida. Eolico e solare avanzano a ritmi sostenuti, mentre la crescita della domanda elettrica rende più complessa e graduale la sostituzione delle fonti fossili.
Le prospettive dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE/IEA) mostrano infatti due fenomeni paralleli: da una parte il carbone mantiene un peso enorme nella generazione mondiale; dall’altra, le fonti rinnovabili stanno raggiungendo nuovi record e sono destinate, considerate complessivamente, a superare la produzione elettrica da carbone.
Va però fatta una precisazione sui dati: alcune cifre e affermazioni contenute nelle ricostruzioni più recenti sul 2026 non coincidono con l’Electricity Mid-Year Update 2025 indicato come fonte. In quel rapporto l’AIE prevedeva una lieve diminuzione della produzione mondiale da carbone, pari a circa lo 0,5% nel 2025 e all’1,3% nel 2026.
Rinnovabili pronte al sorpasso
Secondo l’aggiornamento dell’AIE, le fonti rinnovabili nel loro complesso erano sulla traiettoria per superare la generazione elettrica da carbone tra il 2025 e il 2026, a seconda delle condizioni meteorologiche e dell’andamento economico. La quota del carbone sulla produzione elettrica globale sarebbe così scesa sotto il 33% per la prima volta nell’ultimo secolo.
Il motore principale della trasformazione è rappresentato da fotovoltaico ed eolico. La loro quota combinata sulla produzione mondiale, pari al 15% nel 2024, era prevista salire al 17% nel 2025 e oltre il 19% nel 2026. Soltanto dieci anni prima si attestava intorno al 4%.
Questo significa che il carbone mantiene un enorme vantaggio se confrontato individualmente con solare o eolico, mentre il quadro cambia considerando insieme tutte le rinnovabili, comprendendo anche idroelettrico, bioenergia, geotermia e altre fonti.
La domanda mondiale continua a correre
Uno dei principali ostacoli alla rapida sostituzione del carbone è rappresentato dalla crescita dei consumi. L’AIE stimava un aumento della domanda mondiale di elettricità del 3,3% nel 2025 e del 3,7% nel 2026, dopo il +4,4% registrato nel 2024.
Il consumo globale avrebbe così superato i 29.000 TWh nel 2026. A sostenere la crescita sono industria, climatizzazione, elettrificazione dei consumi e soprattutto la rapida espansione dei data center.
Le rinnovabili devono quindi affrontare una doppia sfida: soddisfare una parte consistente della nuova domanda e contemporaneamente sottrarre spazio alla produzione esistente da combustibili fossili.
Cina e India al centro della trasformazione
L’Asia rimane determinante per il futuro del carbone. La Cina è contemporaneamente uno dei maggiori utilizzatori di questa fonte e il protagonista della più grande espansione mondiale delle energie rinnovabili.
Nel primo semestre del 2025 la produzione cinese da carbone era diminuita del 2,6%, mentre quella fotovoltaica era cresciuta di circa il 45% e quella eolica dell’11%. La capacità fotovoltaica installata in Cina aveva inoltre superato la soglia di 1 TW.
Una dinamica simile, seppure con caratteristiche differenti, emergeva in India. Nei primi sei mesi del 2025 la produzione combinata di eolico e fotovoltaico era cresciuta del 20%, mentre quella da carbone aveva registrato una diminuzione del 3%. Per l’intero 2026, tuttavia, l’AIE prevedeva per l’India un nuovo incremento della produzione da carbone dell’1,6%, segnale di quanto la forte crescita della domanda renda difficile abbandonare rapidamente questa fonte.
Gas e carbone restano decisivi per la sicurezza del sistema
La competizione tra carbone e gas dipende fortemente anche dai prezzi dei combustibili. Quando il gas diventa più costoso, le centrali a carbone possono tornare economicamente competitive nei sistemi elettrici che dispongono di entrambe le tecnologie.
Un esempio era già emerso negli Stati Uniti nel primo semestre del 2025: con prezzi del gas naturale superiori rispetto all’anno precedente, la produzione elettrica da gas era diminuita di oltre il 4%, mentre quella da carbone era aumentata di oltre il 15%.
Questo rapporto tra prezzi, disponibilità dei combustibili e sicurezza energetica continuerà a influenzare la velocità della transizione.
Europa: il carbone sulla traiettoria del forte declino
Il quadro europeo è sensibilmente diverso. Nell’Unione Europea, dopo un temporaneo incremento di circa il 3% della produzione da carbone nella prima metà del 2025, dovuto anche alla debole produzione idroelettrica ed eolica, l’AIE prevedeva una contrazione di circa il 3% sull’intero anno e di oltre il 20% nel 2026.
In questo scenario, la quota del carbone nella produzione elettrica dell’UE sarebbe scesa sotto il 10% per la prima volta. Parallelamente, la produzione rinnovabile era prevista in crescita del 12% nel 2026.
Il carbone resta enorme, ma il primato è sempre più sotto pressione
Il quadro che emerge è quindi più articolato di un semplice “carbone contro rinnovabili”. Il carbone conserva un ruolo gigantesco nella produzione mondiale, soprattutto in Asia, mentre solare ed eolico registrano tassi di crescita nettamente superiori.
Secondo l’AIE, le fonti a basse emissioni stanno raggiungendo nuovi traguardi e le rinnovabili, considerate complessivamente, sono sulla strada del sorpasso sul carbone. Allo stesso tempo, la domanda mondiale di elettricità aumenta rapidamente, spinta dall’elettrificazione, dall’industria, dalla climatizzazione e dai data center.
La transizione energetica procede quindi rapidamente in termini di nuova capacità e produzione rinnovabile, ma sostituire l’enorme quantità di elettricità ancora generata dal carbone richiederà un’espansione delle fonti pulite sufficientemente forte non soltanto per coprire i nuovi consumi, ma anche per eliminare progressivamente la produzione fossile esistente.
