(AGENPARL) - Roma, 12 Agosto 2026 - *CASE EX ENASARCO ROMA, BARBERA (PRC): "BANDO DISCRIMINATORIO, ESCLUSI GLI
SFRATTATI PER MOROSITÀ. LA POVERTÀ NON È UNA COLPA"*
"La pubblicazione dell'avviso per l'assegnazione di 25 alloggi ex Enasarco
solleva seri interrogativi sulla direzione delle politiche abitative di
Roma Capitale. L'acquisizione degli immobili degli enti previdenziali era
stata annunciata come una misura strutturale capace di dare una risposta
alle oltre 17.000 famiglie presenti nella graduatoria dell'Edilizia
residenziale pubblica. Oggi, invece, rischia di trasformarsi in un percorso
frammentato, affidato a bandi speciali e privo di garanzie sulla continuità
delle assegnazioni".
Lo dichiara Giovanni Barbera, segretario romano di Rifondazione Comunista e
membro della Direzione nazionale del partito.
"La scelta di procedere attraverso bandi speciali che, pur collocandosi
formalmente nell'ambito della graduatoria generale ERP, introducono criteri
aggiuntivi e ulteriori cause di esclusione suscita fortissime perplessità.
È inoltre grave che decisioni tanto rilevanti siano state assunte senza un
confronto preventivo con le organizzazioni sociali e degli inquilini.
Particolarmente inaccettabile è l'esclusione delle famiglie sfrattate per
cause considerate 'imputabili al conduttore': una formula che rischia di
colpire innanzitutto chi ha subito uno sfratto per morosità, trasformando
una condizione di difficoltà economica in una colpa. Come denunciato
dall'Unione Inquilini, questa esclusione potrebbe riguardare oltre il 75%
delle famiglie sfrattate o sottoposte a una procedura esecutiva.
Una famiglia può non essere più in grado di sostenere gli affitti del
mercato privato, ma riuscire comunque a pagare un canone ERP e le spese
condominiali. Il bando prevede già requisiti economici di accesso:
aggiungere una discriminazione preventiva nei confronti degli sfrattati per
morosità significa inseguire la destra sul terreno della colpevolizzazione
della povertà.
L'emergenza sfratti non può essere affrontata cannibalizzando il già
insufficiente patrimonio destinato all'ERP e alimentando una
contrapposizione tra famiglie in graduatoria, persone sotto sfratto e
lavoratori a basso reddito. Servono invece politiche abitative strutturali,
maggiori tutele per le famiglie in difficoltà e, soprattutto, un
consistente ampliamento dell'offerta abitativa pubblica.
L'amministrazione comunichi con urgenza dati chiari sulle tempistiche
previste per l'assegnazione dell'intero patrimonio immobiliare acquistato e
chiarisca quanti alloggi siano stati effettivamente consegnati, dall'inizio
dell'anno, alle famiglie presenti nella graduatoria ERP. Deve inoltre
correggere immediatamente i criteri discriminatori contenuti in questo
primo avviso, evitando che vengano riproposti nei bandi successivi.
Dopo anni di attesa e oltre 17.000 nuclei ancora in lista, è davvero questo
il modo corretto di affrontare l'emergenza abitativa nella Capitale?"
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