(AGENPARL) - Roma, 6 Agosto 2026 - *Migranti. Ciriani (ECR-FDI): "Il governo spagnolo fugge dalle proprie
responsabilità"*
"I ministri spagnoli dell'Interno e dell'Immigrazione hanno declinato
l'invito a partecipare alla riunione straordinaria della commissione LIBE
del Parlamento europeo dedicata alla crisi di Ceuta, scappando al confronto
con gli eurodeputati. È una scelta politicamente grave. Oggi il Parlamento
europeo si riunisce proprio per discutere quanto accaduto insieme al
Commissario europeo per l'immigrazione, *Magnus Brunner* e alle autorità
locali. Chi ha chiesto la solidarietà dell'Europa dovrebbe avere il
coraggio di confrontarsi anche con le sue istituzioni e spiegare non solo
come è stata gestita l'emergenza, ma soprattutto perché si è arrivati a una
crisi di queste proporzioni", dichiara *Alessandro Ciriani*, eurodeputato
di Fratelli d'Italia e vicecoordinatore del gruppo ECR nella Commissione
LIBE (Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni)
del Parlamento europeo.
"La vera domanda – aggiunge – non è soltanto come sia stata gestita
l'emergenza, ma perché la Spagna sia arrivata a questo punto. Le politiche
di regolarizzazione di massa e l'approccio ideologico del Governo Sánchez
hanno contribuito a creare un potente effetto di richiamo, rendendo la
pressione migratoria sempre più difficile da governare. Il Governo spagnolo
non potrà continuare a sottrarsi alle proprie responsabilità e dovrà
fornire queste risposte al Parlamento europeo. Le conclusioni della
riunione del Consiglio Affari Interni dell'UE, da sole, non sono
sufficienti: occorre capire se Madrid intenda davvero allinearsi alla nuova
strategia europea di contrasto all'immigrazione illegale oppure continuare
a perseguire politiche che, di fatto, rappresentano un pericoloso fattore
di instabilità per l'intera Unione".
"Per anni la sinistra europea ha presentato Sánchez come il modello da
contrapporre al Governo Meloni – conclude Ciriani -. Oggi quel modello
mostra tutta la sua debolezza nello scenario europeo, scappando addirittura
dal confronto con il Parlamento europeo. Una scelta inaccettabile che
dimostra l'incapacità di difendere le proprie politiche migratorie e che
pesa politicamente molto più di qualsiasi giustificazione".
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