(AGENPARL) - Roma, 6 Agosto 2026 - "L'agricoltura italiana non ha bisogno di nostalgia ma di futuro, di
innovazione e di investimenti. Ha bisogno di giovani che scelgano di fare
impresa agricola e non abbandonino le campagne per mancanza di prospettive
adeguate. Riconosciamo che il ddl agricoltura contiene diversi elementi
positivi, anche se insufficienti, come il sostegno alle filiere agricole e
zootecniche, gli interventi a favore delle imprese colpite dalle fitopatie
e dalle epizoozie, il rifinanziamento del Fondo per la sovranità
alimentare, le misure per il settore olivicolo, la valorizzazione
dell'enoturismo e dell'oleoturismo e la semplificazione amministrativa. Ma
l'agricoltura italiana merita una strategia più coraggiosa, più moderna e
più ambiziosa". Lo ha detto Daniela Ruffino, deputata di Azione, nel corso
della dichiarazione di voto sul Ddl Agricoltura nell'Aula della Camera.
"Il settore agricolo – ha proseguito Ruffino – è una eccellenza italiana
che esporta nel mondo prodotti di straordinaria qualità e rappresenta un
patrimonio economico, culturale e ambientale unico. Il problema è la
redditività delle imprese. Oggi gli agricoltori sono colpiti dall'aumento
dei prezzi dell'energia, dei fertilizzanti e dei mangimi e dagli effetti
del cambiamento climatico. Spesso sono l'anello più debole della filiera e
faticano a trasformare le loro produzioni in reddito. Questo è il vero nodo
che purtroppo il ddl non risolve".
"Senza un ricambio generazionale non esiste futuro per il settore. I
giovani non decidono di fare gli agricoltori perché ricevono un contributo.
Servono più credito, meno burocrazia, più formazione e strumenti finanziari
accessibili. Un'altra sfida è quella dell'innovazione che significa
agricoltura di precisione, digitalizzazione, intelligenza artificiale,
droni, ricerca genetica. E su questo serve una strategia molto più
ambiziosa di quella messa in campo dal governo. Il cambiamento climatico è
una realtà che gli agricoltori vivono ogni giorno e che modifica il loro
modo di fare agricoltura. L'Italia ha bisogno di un grande piano nazionale
per la gestione dell'acqua con nuovi invasi, reti irrigue moderne e sistemi
di irrigazione intelligente".
"Questo ddl mobilita circa 850 milioni di euro, è uno sforzo importante –
ha concluso Ruffino – ma insufficiente per un comparto che produce oltre
ottanta miliardi di euro l'anno e di una filiera agroalimentare che supera
i seicento miliardi di fatturato. Noi di Azione crediamo che l'agricoltura
debba uscire dalla logica dell'assistenza. Servono investimenti meglio
indirizzati, una forte integrazione con la Politica Agricola Comune e con i
programmi europei per la ricerca e l'innovazione. Le imprese agricole
devono essere più forti, più innovative e maggiormente competitive sui
mercati internazionali. Mettiamo al centro il merito, la competitività e il
futuro. Per questo il nostro voto sarà di astensione con l'impegno a
sostenere ogni intervento che rafforzi davvero la competitività delle
imprese agricole italiane e offra ai nostri giovani una concreta
prospettiva di futuro".
