(AGENPARL) - Roma, 2 Agosto 2026 - L’architettura d’intelligence del Giappone entra in una nuova fase. Il governo del primo ministro Sanae Takaichi ha inaugurato il nuovo ufficio nazionale per l’intelligence, tenendo la prima riunione del consiglio di sicurezza dedicato.
Il nuovo organismo, nato dal potenziamento del precedente ufficio di ricerca del Gabinetto, funge da segretariato per il consiglio guidato direttamente dal premier e composto dai principali ministri. Secondo gli analisti, questa mossa rappresenta il primo passo di una più ampia riforma strutturale volta a potenziare le operazioni di spionaggio e sorveglianza sia interna che estera.
Accentramento del potere e controllo centralizzato
La creazione della nuova struttura fa seguito al pacchetto legislativo approvato dal Parlamento nipponico. Il consiglio opererà come il vero e proprio “centro di comando” per le operazioni, integrando le funzioni di diverse agenzie governative, tra cui la polizia nazionale, il ministero degli Esteri e quello della Difesa.
Il direttore del nuovo ufficio avrà un rango equiparato a quello del capo della Segreteria per la sicurezza nazionale, rispondendo direttamente all’autorità del primo ministro. La guida è stata affidata a Kazuya Hara, funzionario con una lunga esperienza nei dossier di sicurezza nazionale e nelle sedi diplomatiche all’estero. Questa concentrazione di poteri ha tuttavia sollevato perplessità e critiche nel dibattito domestico, dove diversi osservatori temono un indebolimento dei controlli parlamentari e pubblici sulle decisioni strategiche.
Verso una strategia di autonomia e nuove leggi
La riforma dell’intelligence non si ferma qui. Secondo le indiscrezioni dei media locali, l’esecutivo punta a varare la prima strategia nazionale d’intelligence e a promuovere una legge contro lo spionaggio entro il prossimo anno, con l’obiettivo di istituire un’agenzia d’intelligence estera entro marzo 2028.
Gli esperti sottolineano come Tokyo stia cercando di ridurre la propria dipendenza informativa dagli Stati Uniti, costruendo un sistema autonomo in grado di gestire settori chiave come la sicurezza economica, il cyberspazio e le minacce ibride.
Le polemiche sulla remilitarizzazione
Le scelte dell’amministrazione Takaichi hanno riacceso le polemiche storiche nel Paese. Alcuni organi di stampa e opposizioni hanno paragonato le nuove derive di sorveglianza statale ai vecchi apparati di polizia speciale attivi prima e durante la Seconda guerra mondiale.
Il dibattito si inserisce in un contesto di più ampia spinta verso la revisione della Costituzione pacifista e l’articolo 9, con l’obiettivo dichiarato di allentare i vincoli del dopoguerra e rafforzare l’apparato militare dello Stato.
