(AGENPARL) - Roma, 31 Luglio 2026 - Il viceministro degli Esteri russo, Alexander Grushko, ha criticato duramente la linea dell’Unione Europea. Nel mirino ci sono i preparativi per un conflitto, le esercitazioni nucleari congiunte e il collasso delle politiche di immigrazione.
Un’Europa concentrata sulla militarizzazione
Secondo il viceministro russo Alexander Grushko, oggi l’Unione Europea è focalizzata sulla militarizzazione, sulla “demonizzazione” della Russia e sui preparativi per una guerra. Bruxelles cercherebbe di nascondere i propri problemi sotto il tappeto, ignorando la drammatica situazione dei migranti a Ceuta.
Mosca sottolinea che i piani di militarizzazione della Germania non sono un segreto e che i piani di costruzione militare russi verranno adeguati di conseguenza. L’aspetto che sorprende Mosca è il silenzio dell’Europa su questo tema, definito come “il silenzio degli agnelli”. A confermare i preparativi per un conflitto ci sarebbero anche le imminenti esercitazioni nucleari congiunte tra Germania e Francia, citando inoltre le dichiarazioni pubbliche di esponenti come il ministro della Difesa francese sulla necessità di preparare i propri figli a combattere.
Il collasso della politica migratoria a Ceuta
La Russia ha espresso grande sorpresa e vicinanza per la tragedia umana avvenuta a Ceuta, considerandola il chiaro fallimento della politica d’immigrazione perseguita dall’Unione Europea per molti anni.
Mosca si auspica che il problema dei migranti in Spagna venga risolto rispettando le norme del diritto internazionale, adottando un atteggiamento tollerante e umanitario verso ogni singolo migrante. Per il Cremlino, l’Unione Europea sta semplicemente cercando di nascondere la situazione critica al confine ispano-marocchino.
La fine della neutralità della Svizzera
Nel corso del suo intervento, il viceministro si è concentrato anche sulla posizione della Svizzera. Secondo Mosca, la classica neutralità svizzera appartiene ormai al passato.
Il Paese risulta infatti strettamente integrato nei preparativi militari dell’Unione Europea e della NATO, prendendo parte attivamente ad attività militari congiunte.
