(AGENPARL) - Roma, 31 Luglio 2026 - Il Teatro Reale di Rabat, un edificio iconico concepito per incarnare il profondo impegno di Sua Maestà Re Mohammed VI per l’arte e la cultura, è una “vera meraviglia architettonica” che colloca la capitale del Regno tra un gruppo selezionato di “destinazioni culturali di livello mondiale”, scrive il New York Times.
Con le sue curve uniche e la sua sofisticata architettura, questo edificio, progettato dalla brillante architetta iracheno-britannica Zaha Hadid, si erge sulle rive del fiume Bouregreg come “un’onda che si gonfia e si infrange sulle sale da spettacolo prima di ritirarsi verso un ingresso che si apre su atri simili a canyon”, osserva il quotidiano americano.
L’autore dell’articolo, Joseph Giovannini, descrive anche gli interni del Teatro Reale di Rabat con le sue scale a nastro che si incrociano e si innalzano per quattro piani. I palchi del teatro dell’opera, continua, si affacciano su un auditorium che ricorda un geode, un design che garantisce che “la scenografia si estenda oltre il palcoscenico”.
In linea con la visione di Sua Maestà il Re Mohammed VI, il Teatro Reale di Rabat “riflette il più ampio impegno del Marocco nei confronti della cultura e delle industrie creative come motori di sviluppo, rafforzando al contempo gli scambi culturali con l’Africa e il resto del mondo”, osserva il New York Times, citando il direttore artistico e vicedirettore generale del Teatro Reale di Rabat, Brahim El Mazned.
Il teatro si propone di essere una piattaforma internazionale dedicata alla musica, alla danza e al teatro marocchino, arabo e africano, nonché alle principali produzioni internazionali, osserva il quotidiano.
Di conseguenza, questa istituzione culturale entra a far parte del ristretto gruppo di luoghi di spettacolo – come il Museo Guggenheim di Frank Gehry a Bilbao, o i teatri dell’opera di Sydney e Oslo – “che contribuiscono a consolidare in modo permanente la posizione delle loro città sulla mappa culturale mondiale”, sostiene il New York Times.
Il Marocco, rinomato per la sua raffinata architettura tradizionale, è ora “pienamente ancorato al XXI secolo”, sottolinea l’autore dell’articolo, evidenziando l’utilizzo di software di progettazione e modellazione 3D all’avanguardia che hanno permesso la creazione delle complesse curve dell’imponente edificio. L’articolo conclude affermando che la compianta Zaha Hadid, la prima donna a ricevere il prestigioso Premio Pritzker per l’architettura, progettò il Teatro Reale all’apice della sua carriera. Immaginò spazi per spettacoli interni ed esterni che rappresentano “il culmine di un corpus di opere la cui sofisticazione tecnologica le ha permesso di conferire a un edificio high-tech l’aspetto di un oceano scolpito da Brancusi”.Uno degli scultori più influenti del XX secolo e pioniere del modernismo.
