(AGENPARL) - Roma, 30 Luglio 2026 - 30 luglio 2026 – La discussione sull'assestamento di bilancio dovrebbe rappresentare uno dei momenti più importanti dell'anno per la nostra Regione. È il passaggio nel quale cittadini, Comuni, consorzi, enti del Terzo settore e le stesse aziende sanitarie attendono risposte concrete e risorse indispensabili per programmare interventi e servizi. Purtroppo, ciò che stiamo osservando in Aula è ben lontano da questo scenario: interruzioni continue, documenti cambiati in continuazione e mai pronti, rinvii senza motivazione.
Denunciamo una gestione confusa e poco rispettosa da parte della maggioranza: i piemontesi aspettano risorse, e le aspettano con legittima ansia. Le nostre aziende sanitarie hanno appena ricevuto una serie di obiettivi che, di fatto, rappresentano tagli significativi con cui dovranno fare i conti. Cirio prova a spacciare come "alleggerimento" un micro-sconto Irpef che vale in media 10 euro all'anno e che vedremo forse nel 2028: in realtà tradisce la promessa fatta ai cittadini di abbassare le tasse e accetta una vergognosissima spartizione. In questo contesto, infatti, la maggioranza presenta emendamenti dell'ultimo minuto, privi di una visione complessiva e incapaci di dare certezze, ma finalizzati a privilegiare la logica della spartizione a favore di pochi e a danno di tutti gli altri. Si tratta di modifiche presentate dal centrodestra talmente imbarazzanti da squalificare il metodo politico: contributi a singole biblioteche, chiese, Comuni, fiere… Altro che attenzione ai piemontesi e alle loro necessità.
Diversi impegni già assunti in sede di bilancio – dalla salute mentale ai disturbi alimentari, fino al diritto allo studio – non trovano alcuna traduzione concreta nell'assestamento. Avevamo chiesto attenzione per le famiglie che vivono nelle aree marginali, per i bambini con disturbi dell'apprendimento, per chi affronta situazioni di fragilità e per i voucher B. Anche su questo non c'è ancora nulla di certo. Per il centrodestra le risposte alle esigenze riguardano solo pochi eletti. Vogliamo rimarcare, invece, che dovrebbero riguardare tutti i Comuni piemontesi. Ogni territorio ha problemi urgenti e merita risposte chiare e strumenti adeguati.
È necessario un cambio di passo. Non è rispettoso nei confronti di nessuno gestire un assestamento in questo modo. La Regione Piemonte ha bisogno di serietà, di una direzione chiara e di un impegno reale verso le famiglie, i territori e le nostre aziende sanitarie. Questo assestamento, invece, porta con sé incertezze e scelte improbabili, che non aiutano la nostra comunità. Proveremo a cambiarlo con i nostri emendamenti di merito e con ordini del giorno che non sono "emozioni", come li ha chiamati Cirio, ma impegni che riguardano la non autosufficienza, la crisi idrica, la cultura, i voucher scolastici – con maggiorazioni anche per gli alunni con bisogni educativi speciali e per quelli residenti in aree montane e marginali -, le case popolari, i problemi dell'agricoltura e dei trasporti. Il Piemonte è una delle regioni più tassate d'Italia e a pagare sono sempre le fasce più vulnerabili.
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