(AGENPARL) - Roma, 29 Luglio 2026 - "È preoccupante che il Governo voglia introdurre strumenti potentissimi come il riconoscimento facciale e l'identificazione biometrica senza aver prima costruito un adeguato sistema di contrappesi e garanzie. Siamo davanti a tecnologie in grado di incidere profondamente sui diritti fondamentali delle persone e non possono essere disciplinate con disinvoltura né attraverso scorciatoie sul piano giuridico". Lo dichiara Federico Gianassi, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Giustizia della Camera, intervenendo sul decreto di attuazione dell'AI Act e sulla disciplina dei sistemi di intelligenza artificiale per attività di polizia. "Dal punto di vista del diritto le criticità sono rilevanti. Il riconoscimento facciale non può trasformarsi in uno strumento di sorveglianza generalizzata né può essere utilizzato senza un controllo effettivo dell'autorità giudiziaria. Quando sono in gioco la libertà personale, la privacy, la libertà di riunione e di manifestazione del pensiero, la presenza della magistratura rappresenta un presidio essenziale dello Stato di diritto, non un ostacolo all'efficienza. Il Governo sembra voler procedere rapidamente su una materia che richiede invece la massima cautela. L'innovazione tecnologica rappresenta certamente una risorsa anche per la sicurezza e merita di essere utilizzata, ma deve essere accompagnata da regole chiare, proporzionalità, supervisione umana e garanzie effettive per i cittadini. Non si può accettare che l'efficienza tecnologica prevalga sulle tutele costituzionali. Come gruppo del Partito Democratico abbiamo già evidenziato, nel parere presentato nelle Commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera, la necessità di correggere le norme più problematiche: serve l'autorizzazione dell'autorità giudiziaria, una verifica rigorosa degli esiti prodotti dagli algoritmi e il divieto di assumere decisioni limitative dei diritti sulla sola base di sistemi automatizzati. Su una materia così delicata il Governo abbandoni la disinvoltura e garantisca prima di tutto le libertà dei cittadini".
Roma, 29 luglio 2026