(AGENPARL) - Roma, 29 Luglio 2026 - Ipocrisia su Pirlo, tutto ok se società betting fosse stata israeliana?
"L'inizio dell'era Malagò non è stato dei migliori. Si parlava di rivoluzione, ma finora abbiamo visto dirigenti che hanno indicato due commissari tecnici poi venuti meno per ragioni diverse, dirigenti che nel frattempo hanno lasciato e l'arrivo di un nuovo CT. Risultato? Tifosi disorientati e sempre più lontani da un sistema che continua a parlare a sé stesso. Nel frattempo, abbiamo assistito allo scontro tra Malagò e Abodi, con accuse reciproche. Ma a pagare il conto, come sempre, sono i tifosi. Una domanda, allora, è inevitabile: lei ha mai preso in considerazione l'ipotesi delle dimissioni? In tutta questa vicenda c'è una insopportabile ipocrisia. Pirlo viene escluso per "motivi di opportunità" legati a una collaborazione con una società di betting russa. Ma il problema era il betting o il fatto che fosse russa? Se fosse stata israeliana, americana o di un altro Paese, sarebbe cambiato qualcosa? Un CT si sceglie per competenza e risultati, non per dinamiche esterne. Roberto Mancini è un grande allenatore ma ci permettiamo una provocazione: ha allenato lo Zenit San Pietroburgo: per qualcuno questo rappresenta un problema oppure no? Intanto il vero calcio resta ostaggio di altri interessi. Abbiamo presentato proposte su proprietà e trasparenza dei club, sul ruolo dei procuratori e sul limite alle provvigioni. I numeri parlano da soli: nel 2025 le commissioni hanno raggiunto i 250 milioni, mentre il sistema calcio chiede il ritorno della pubblicità dell'azzardo per incassare circa 100 milioni. Davvero vogliamo continuare a sacrificare migliaia di persone che finiscono vittime della ludopatia per riempire ulteriormente le casse di club già multimilionari? La libertà di scommettere è una cosa. Trasformare il gioco d'azzardo in uno spettacolo da promuovere è un'altra. Il calcio italiano ha bisogno di un profondo rinnovamento. Non basta cambiare un commissario tecnico, bisogna cambiare il sistema. E a chi oggi guida questo cambiamento va riconosciuta una responsabilità: molti non credono che rappresenti una vera discontinuità. L'unico modo per dimostrare il contrario è uno soltanto: agire con libertà, trasparenza e coraggio".