(AGENPARL) - Roma, 28 Luglio 2026 - "Qualcuno, nel Governo, dovrebbe spiegare al Governo che cosa ha deciso. Tajani ha annunciato in Parlamento: "Abbiamo deciso di utilizzare SAFE chiedendo 14,9 miliardi". Pochi minuti dopo ha corretto il tiro: li abbiamo soltanto "prenotati" e forse ne utilizzeremo sei, sette, otto o nove. Crosetto ha sostenuto che si tratta di una scelta puramente tecnica, mentre Borghi ha precisato che non è stata presa alcuna decisione e che dovrà pronunciarsi il Parlamento. Nel giro di una mattinata siamo passati da "abbiamo deciso" a "forse ne useremo una parte", fino a "non abbiamo deciso nulla". Surreale.
Facciamo chiarezza: SAFE non regala un solo euro all'Italia, è un prestito europeo. Se finanzierà spese militari già previste, come sostiene Crosetto, sostituirà semplicemente una parte dei titoli di Stato che avremmo dovuto emettere. Cambierà il creditore, non scomparirà il debito. La vera scelta politica riguarda invece le deroghe europee e il conseguente aumento del deficit. Le spese militari resteranno nei conti pubblici e continueranno ad accrescere deficit e debito: Bruxelles consentirà soltanto di deviare temporaneamente dal percorso concordato. Ed è qui che entra in gioco il 3%. Giorgetti ha compresso ogni intervento e aumentato il carico fiscale sugli italiani per provare a mantenere il deficit sotto il 3% nel 2025 e nel 2026, così da uscire dalla procedura europea per deficit eccessivo. Una volta raggiunto l'obiettivo, però, il Governo intende sfruttare le deroghe per tornare ad aumentare il deficit nel 2027 e nel 2028. In sostanza: oggi stringono i cordoni della borsa; domani, nell'anno elettorale, si preparano a riaprirli soprattutto per le spese militari.
Crosetto ha indicato un percorso dello 0,3% del PIL nel 2027 e dello 0,6% nel 2028 per la Difesa: circa 7 miliardi il primo anno e quasi 15 il secondo, quindi quasi 22 miliardi nel biennio. Considerando anche i margini indicati per l'energia, se venissero utilizzati integralmente il nuovo deficit potrebbe raggiungere circa 14 miliardi nel 2027 e 22 miliardi nel 2028: oltre 36 miliardi complessivi. Non sono ancora cifre formalmente deliberate, ma è questa la capacità potenziale di indebitamento che il Governo si prepara ad aprire. Nel frattempo il gasolio è arrivato a 2,18 euro sulla rete ordinaria e a 2,25 in autostrada, e a Palazzo Chigi sostanzialmente non interessa dato che per la difesa si prepara ad aprire quasi 22 miliardi di nuovo deficit. Giudicate voi le priorità.
È difficile non vedere il disegno: arrivare all'anno elettorale con circa 14 miliardi di deficit potenziale, rinviandone altri 22 al 2028. Potrebbero perfino ipotecare già durante la campagna elettorale una parte dei margini del 2028, annunciando nel 2027 misure destinate a produrre effetti soltanto nell'anno successivo. Insomma, hanno scelto il debito e il calendario elettorale, ma non hanno alcun progetto in mano, né alcuna priorità, né alcun riguardo per i cittadini che da 4 anni subiscono tagli e tasse da questo esecutivo".
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