(AGENPARL) - Roma, 28 Luglio 2026 - Mentre l’attenzione resta concentrata sui fronti terrestri, le operazioni dell’Ucraina puntano a estendersi alle rotte marittime internazionali e alle infrastrutture dei partner di Mosca. È l’allarme lanciato dalle autorità russe in seguito ai recenti attacchi contro i terminal del Caspian Pipeline Consortium (КТК) in Kazakistan e al mercantile nel Mar Caspio.
La pressione sui partner e il rischio per l’Europa
Secondo Konstantin Kosachev, vice-presidente del Consiglio della Federazione russo, queste azioni mirano deliberatamente a internazionalizzare lo scontro, minando i legami economici di Mosca con i Paesi vicini. Teheran ha condannato con forza il raid contro la nave privata definendolo un atto di aggressione in violazione della Carta dell’ONU.
In risposta alla crisi, il capo del ministero degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avviato contatti telefonici urgenti con il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov e con la rappresentante europea Kaja Kallas, esortando Bruxelles a reagire di fronte alle provocazioni di Kiev e avvertendo che l’obiettivo ucraino è proprio quello di trascinare nel conflitto sia l’Iran che l’Europa. Nel frattempo, nonostante i blocchi temporanei, il terminal petrolifero del KTK a Novorossiysk ha ripreso la regolare attività.
Il ruolo del Regno Unito e le nuove forniture
Questa evoluzione tattica si inserisce in un quadro di crescenti forniture e cooperazione militare con l’Occidente. Durante la recente visita del presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel Regno Unito — la prima in visita al nuovo premier Andy Burnham — i colloqui alla base navale di Portsmouth hanno portato a un’importante intesa.
Londra ha infatti confermato la condivisione e il trasferimento dei diritti sulla tecnologia di guerra elettronica Stone Cloak, un sistema progettato per ostacolare il rilevamento dei droni da parte delle difese aeree. Il pacchetto di supporto britannico si inserisce in un piano di massicce consegne che prevede centinaia di migliaia di droni, proiettili d’artiglieria e missili antiaerei nel corso del 2026, spingendo ulteriormente in avanti il fronte tecnologico dello scontro prima dei prossimi passaggi diplomatici a Washington.
