(AGENPARL) - Roma, 26 Luglio 2026 - Direttore Responsabile: Laura Sutto
Un'altra domenica, un altro pezzo di Gargano che va in cenere. A Peschici le fiamme hanno ripreso a mangiarsi la macchia mediterranea e, come ogni volta, per spegnerle si è dovuto aspettare che i canadair arrivassero da fuori: 55 minuti da Ciampino, un'ora e cinque da Lamezia Terme. Un'ora persa mentre il bosco brucia. Un'ora in cui il fuoco corre e nessuno può fermarlo da terra: lo denuncia il consigliere regionale della Lega Napoleone Cera.
"Facciamo un ragionamento semplice, di quelli che capisce chiunque – dichiara Cera -. Il Gargano è una delle aree più esposte d'Italia agli incendi. Ogni estate lo sappiamo, ogni estate lo diciamo, ogni estate finisce nello stesso modo: migliaia di ettari di bosco che diventano carbone. E allora la domanda è una sola: perché per spegnere un incendio in Puglia dobbiamo aspettare un aereo che parte dal Lazio o dalla Calabria? Un'ora di volo, quando il bosco brucia, non è un dettaglio tecnico. È la differenza tra qualche ettaro e mezza montagna".
Qui non stiamo parlando di sfortuna, continua il consigliere: "La sfortuna capita una volta. Quando una cosa si ripete ogni singolo anno, uguale a sé stessa, non è più sfortuna: è un sistema che non funziona. E chi governa questa regione ha il dovere di dirci perché la Puglia, con tutto quello che ha da proteggere, si trova ogni estate a dipendere dai mezzi degli altri".
Cera annuncia che porterà la questione in Consiglio regionale: "Voglio sapere, atti alla mano, qual è oggi il dispositivo antincendio della nostra regione, quanti mezzi aerei sono realmente disponibili sul territorio pugliese e quali tempi di intervento sono stati messi in conto per il Gargano. Non voglio rassicurazioni, voglio numeri. Perché dietro ogni ettaro bruciato non c'è solo un danno ambientale: c'è il lavoro di chi vive di quel territorio, c'è la sicurezza di chi ci abita, c'è un pezzo della nostra terra che non torna più".
