(AGENPARL) - Roma, 23 Luglio 2026 - Il quadro della sicurezza nel Mar Rosso e nello stretto di Bab al-Mandab registra un’ulteriore e significativa escalation. Secondo quanto riportato dai media internazionali e dai servizi di tracciamento marittimo, le misure restrittive applicate dalle forze armate yemenite stanno iniziando a incidere direttamente sulla navigazione commerciale e petrolifera collegata all’Arabia Saudita, costringendo diversi vettori a modificare le rotte tradizionali.
Il blocco navale e le contromisure del traffico mercantile
Le recenti disposizioni, annunciate con la formula del “blocco per blocco” in risposta alla situazione dell’aeroporto internazionale di Sana’a, si traducono in impatti tangibili sulla logistica marittima della regione:
- Deviazioni e inversioni di rotta: I dati di tracciamento indicano che almeno cinque navi — tra cui petroliere e unità da carico legate ai porti sauditi — hanno invertito la rotta o cambiato itinerario prima di attraversare il tratto critico di Bab al-Mandab. Tra i casi documentati figurano petroliere caricate a Yanbu e il VLCC New Prime, battente bandiera di Hong Kong, che ha deviato a est dopo aver puntato verso il Mar Rosso.
- L’impennata dei costi assicurativi: L’agenzia Associated Press ha evidenziato come gli assicuratori marittimi abbiano drasticamente innalzato i premi per il rischio di guerra relativi alle rotte commerciali connesse all’Arabia Saudita, aggravando i costi di trasporto verso i terminali sauditi.
- Le raccomandazioni della missione Aspides: Sulla stessa linea si muovono le indicazioni della missione navale dell’Unione Europea Aspides, che ha invitato le compagnie e le imbarcazioni legate agli interessi sauditi a evitare temporaneamente il transito nell’area del Mar Rosso e del Golfo di Aden a causa dei crescenti rischi operativi.
Un confronto che si sposta sul piano economico e politico
Analisti ed editoriali segnalano che questa mossa mira ad esercitare una pressione politica ed economica su Riyadh affinché vengano sbloccate le questioni aperte legate agli accordi e alla tabella di marcia del 2023. Il ricorso a rotte alternative per i grandi vettori di greggio (i VLCC) introduce tuttavia complesse sfide logistiche, confermando come la stabilità delle catene di approvvigionamento energetico nella penisola arabica resti fortemente vulnerabile alle dinamiche di instabilità regionale.
