(AGENPARL) - Roma, 23 Luglio 2026 - L’intesa preliminare da 17-19 miliardi di dollari per la fornitura di 200 aerei Boeing — presentata dalla Casa Bianca come uno dei principali successi del vertice tra Donald Trump e Xi Jinping — rischia di saltare. A bloccare i negoziati sono le richieste di Pechino su garanzie a lungo termine per i componenti e la manutenzione.
I nodi del contendere: motori, ricambi e contromosse diplomatiche
- Le richieste di Pechino: La Cina pretende garanzie estese sulla fornitura di parti di motori e assistenza tecnica. L’obiettivo è evitare di dipendere da un rapporto di supporto che gli Stati Uniti potrebbero limitare in futuro attraverso nuove restrizioni all’esportazione.
- Il cortocircuito sull’accordo: Mentre la Casa Bianca sostiene che la manutenzione post-vendita non facesse parte dell’intesa iniziale raggiunta dai due leader, il Ministero del Commercio cinese aveva inserito fin da subito la richiesta di “adeguate garanzie di fornitura per motori e pezzi di ricambio” tra le condizioni dell’accordo.
- La pressione di Washington: L’amministrazione Trump intende sollevare lo stallo durante i colloqui di questa settimana con il viceministro degli Esteri cinese Ma Zhaoxu in visita negli Stati Uniti. Sul tavolo c’è anche il nodo degli impegni d’acquisto di materie prime agricole (come la soia), finora giudicati troppo modesti rispetto alle promesse.
La strategia di Pechino e i calcoli politici
Secondo gli analisti, il governo cinese sta sfruttando il ritardo nella finalizzazione dei contratti multimiliardari sui Boeing e sui prodotti agricoli come leva strategica. L’obiettivo è mantenere l’attenzione di Trump sulla stabilità dei rapporti bilaterali — soprattutto in vista delle elezioni di mid-term e per evitare nuove fratture economiche —, riducendo così la pressione e l’urgenza di chiudere subito le intese.
