(AGENPARL) - Roma, 20 Luglio 2026 - "A venticinque anni dal G8 di Genova c'è ancora chi vorrebbe indebolire il
reato di tortura, una norma nata per impedire che gli abusi dello Stato
restino impuniti. Mentre sulla morte avvenuta ieri a Bologna durante un
intervento delle forze dell'ordine la magistratura dovrà accertare
rapidamente ogni responsabilità, è indispensabile ribadire un principio:
nessuno è al di sopra della legge, nemmeno chi la fa rispettare – lo
reato di tortura significa difendere lo Stato di diritto e gli agenti che
svolgono il proprio lavoro con onore – prosegue -. Chi vuole svuotarlo
alimenta una pericolosa cultura dell'impunità. Genova avrebbe dovuto
insegnarcelo. Evidentemente, non è bastato" – conclude.
*–*
*Riccardo Morgante*
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