(AGENPARL) - Roma, 20 Luglio 2026 - Roma, 20 lug. – "Se le Regioni del Nord otterranno ulteriore autonomia in sanità, avranno la possibilità di decidere quanto pagare le strutture private per una data prestazione e i grandi gruppi che hanno sedi in tutta Italia indurranno i pazienti del Sud ad andare a operarsi nelle loro sedi del Nord. Così i malati meridionali saranno costretti ad affrontare lunghi viaggi per curarsi. I cittadini settentrionali avranno un ulteriore peggioramento delle liste d'attesa, perché gli ospedali si troveranno a dover gestire il doppio dei pazienti. Questa maggiore migrazione sanitaria metterà sotto pressione anche le finanze delle Regioni del Nord, perché è vero che il costo viene ribaltato sulla regione di provenienza del malato, ma questo avviene con i tempi della pubblica amministrazione e con un aumento esponenziale di prestazioni fuori Regione si rischia tensione sui flussi di cassa. Niente di tutto questo viene analizzato nelle 522 pagine dello schema di intesa preliminare della Regione Veneto, nelle quali arriviamo persino a leggere riferimenti alla Lombardia e al Piemonte, a dimostrazione che è stato realizzato uno sciatto copia e incolla tra le quattro intese. D'altra parte, non c'è nemmeno spazio per le motivazioni per le quali la Regione Veneto chiede maggiore autonomia sul tema dei drg, visto che il modello prestampato non è stato nemmeno compilato. La stessa Regione, poi, scrive nero su bianco che non è in grado di dire perché vogliano maggiore autonomia, come richiesto dalla Corte costituzionale, né quali saranno gli effetti economici e sociali della pre-intesa perché l'istruttoria legislativa non glielo consente. Riconosco al ministro Calderoli di essere venuto in Aula a metterci la faccia, ma avremmo gradito un po' più di competenza e meno coraggio. Il governo insiste con un progetto di una sanità più efficiente a Nord, scaricando le Regioni del Sud. Un modello che non può funzionare, perché tutti i cittadini hanno il diritto a farsi curare dove vogliono. Più create differenze e più alimentate la migrazione sanitaria. E, a meno che non mettiate un bel cartello fuori dai vostri ospedali con scritto 'vietato ai meridionali', non potrete evitarla. Allora lo voglio dire in modo comprensibile anche alla Lega e al ministro Salvini: curateci a casa nostra". Lo dichiara in Aula alla Camera Marianna Ricciardi, Capogruppo del Movimento 5 Stelle in Commissione Affari Sociali.
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