(AGENPARL) - Roma, 19 Luglio 2026 - Roma, 19 luglio. "Secondo quanto riportato oggi da Milano Finanza, la Corte dei conti avrebbe respinto l'ultimo decreto con cui il Governo intendeva destinare ulteriori 101 milioni di euro all'ex Ilva. Se confermata, questa rappresenterebbe l'ennesima certificazione del fallimento della gestione Meloni-Urso. Dopo oltre 4 miliardi di euro di risorse pubbliche sprecate negli ultimi anni, ci ritroviamo ancora senza una prospettiva industriale, senza un piano definitivo di uscita dal carbone e dalle fonti fossili, con impianti fatiscenti e sotto sequestro, migliaia di lavoratori in cassa integrazione e un territorio che continua a pagare un prezzo altissimo per l'immobilismo del Governo, per il mancato avvio delle bonifiche e per l'assenza di una vera riconversione economica e produttiva. Non è più accettabile continuare a chiedere nuovi sacrifici ai cittadini di Taranto e ai contribuenti italiani senza affrontare le cause profonde della crisi e senza una strategia per il futuro dell'acciaieria e soprattuto del territorio. Se fosse confermato che la Corte dei conti si è rifiutata di registrare e rendere efficace l'ennesimo stanziamento, significherebbe che il Governo ha esaurito ogni credibilità nella gestione di uno dei dossier industriali più importanti del Paese. In quasi quattro anni la Presidente Meloni non ha mai assunto fino in fondo la responsabilità politica di questa vertenza, lasciando che il Paese procedesse tra decreti emergenziali, rinvii e continui interventi tampone. È giunto il momento che la Presidente Meloni venga immediatamente in Parlamento a riferire sulle ragioni dello stop, sulle conseguenze che esso determinerà per il futuro dell'azienda e dell'occupazione e sulle iniziative che il Governo intende assumere, anche alla luce del fallimento del percorso di privatizzazione. L'ex Ilva non può continuare a essere il bancomat dello spreco di denaro pubblico. Dopo miliardi di euro spesi, il Governo non ha restituito né certezze ai lavoratori né sicurezza ai cittadini. Taranto non può continuare a essere un luogo in cui si muore di inquinamento mentre lo Stato rincorre l'emergenza senza affrontarne le cause. Se la Presidente Meloni sarà a Taranto in occasione dei Giochi del Mediterraneo, trovi il tempo di incontrare i lavoratori, i cittadini e le associazioni che combattono contro l'inquinamento del siderurgico. Venga a spiegare perché, dopo oltre quattro miliardi di euro di risorse pubbliche impiegate, l'ex Ilva è ancora senza un piano industriale credibile, con impianti sotto sequestro, migliaia di lavoratori in cassa integrazione e una città che continua ad attendere bonifiche, riconversione e sviluppo. Taranto merita risposte e rispetto, non soltanto passerelle istituzionali. Lo dichiara il sen. Mario Turco, Vicepresidente Delegato alle Politiche economiche e fiscali del M5S.
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