(AGENPARL) - Roma, 18 Luglio 2026 - AL SENATO, LUNEDÌ ALLA CAMERA. **C'È CHI DICE NO!*
Sovrastato dalla bufera sulla legge elettorale passa quasi in silenzio il
voto al Senato sulle intese siglate dal Governo Meloni con le regioni del
Nord – Veneto, Lombardia, Piemonte, Liguria – per la devoluzione di
importanti materie, quali la finanza pubblica in ambito sanitario, la
protezione civile, le professioni, la previdenza complementare.
In un momento a dir poco critico, nel quale le diseguaglianze sociali e
territoriali si fanno più insostenibili, con milioni di persone deprivate
dei diritti fondamentali e mentre si sottraggono fondi al sociale per
dirottarli agli armamenti, si decide che una parte del paese possa
accaparrarsi risorse e poteri che finiranno con l'acuire in modo
inesorabile il disastro in atto.
In spregio degli autorevolissimi pareri critici al testo e all'iter delle
intese, dei rilievi dell'Ufficio Parlamentare di Bilancio, di Banca
d'Italia e della Ragioneria dello Stato, la maggioranza di governo approva
nel giro di un giorno e senza possibilità emendative, un atto in palese
Costituzionale demoliva l'impianto della legge Calderoli sul regionalismo
differenziato, richiamando la centralità del Parlamento e la necessità
assoluta di motivazioni specifiche, circostanziate e documentate alla base
di eventuali richieste di particolari forme di autonomia da parte di una
regione.
Ci troviamo, invece, di fronte a testi sovrapponibili che peseranno
pesantemente sul diritto alla salute, sui contratti di lavoro, sulle
pensioni, sulla possibilità dei singoli territori di fronteggiare emergenze
ambientali ed eventi climatici.
Il Governo Meloni, battuto dal voto popolare sulla Magistratura, costretto
ad accantonare il progetto di premierato, azzoppato dal suo interno sulla
legge elettorale, si intestardisce sul vessillo della Lega, residuo di uno
scellerato patto di potere.
Lunedì 20 luglio è previsto il passaggio alla Camera, da cui, se non vi
saranno auspicabili intoppi, l'iter proseguirà verso la stipula definitiva
e la presentazione dei relativi disegni di legge alle Camere.
Rispondiamo all'appello dei Comitati per una mobilitazione a tutti i
livelli, parlamentare, sociale, territoriale, per bloccare le intese e i
loro esiti; chiediamo ai parlamentari e ai presidenti di regione, a partire
utilizzare ogni mezzo in loro potere per difendere le comunità che
amministrano e far valere i principi della Costituzione e il primato
dell'interesse generale.
