(AGENPARL) - Roma, 15 Luglio 2026 - Era il 2021 quando Saman Abbas venne barbaramente assassinata in un comune della nostra provincia. Un fatto tragico che ha scosso profondamente la nostra comunità, aprendo un dibattito imprescindibile sui diritti, sulla libertà personale e sull'integrazione. Ci scontrammo allora con la dolorosa realtà che, a pochi chilometri dal capoluogo e in una terra che si riconosce da sempre nei valori dell'inclusione, potessero consumarsi vessazioni familiari figlie di una visione della donna totalmente incompatibile con i principi del nostro vivere civile.
Oggi, con la sentenza della Corte di Cassazione che chiude questa drammatica pagina giudiziaria, siamo chiamati a interrogarci sul futuro delle nostre comunità, sempre più multiculturali e interpellate a coniugare il pluralismo con il rispetto rigoroso delle regole democratiche. Regole che trovano il loro fondamento invalicabile nella dignità, nella libertà e nell'autodeterminazione di ogni persona. Saman è stata uccisa perché ha detto no a un matrimonio combinato. La sua storia ci impone di non abbassare mai la guardia nella tutela dei diritti e delle libertà fondamentali. È nostro dovere continuare a contrastare, con fermezza, ogni forma di violenza e costrizione, affinché ciascuno possa compiere liberamente le proprie scelte di vita, senza paura e senza imposizioni. Il ricordo di Saman deve oggi tradursi in un impegno concreto e quotidiano per una società fondata sul rispetto, sull'uguaglianza e sulla libertà, in particolare per le giovani donne che lottano per compiere le proprie scelte con coraggio e in piena autonomia.
Roma, 15 luglio 2026