(AGENPARL) - Roma, 15 Luglio 2026 - Roma, 15 luglio. "Dispiace dirlo, ma ancora una volta, all'Assemblea dell'Abi, il ministro Giorgetti è apparso appannato. Parlare di conti in ordine mentre la crescita del Pil è azzerata, peraltro nello stesso giorno in cui Bankitalia certifica un nuovo record del debito pubblico, ormai vicino ai 3.200 miliardi di euro, suscita quantomeno ilarità. Con il Governo Meloni il debito non sta aumentando solo in valore assoluto, ma anche nel dato che conta davvero: in rapporto al Pil. Dopo essere sceso al 134% alla fine del 2023, secondo le stime è destinato a risalire fino al 138-139% nel 2026. È inoltre sintomo dello stesso appannamento continuare a rivendicare il calo dello spread come un successo esclusivamente italiano. In realtà il differenziale rispetto ai titoli tedeschi si è ridotto in tutta Europa e oggi l'Italia continua ad avere uno degli spread più elevati, contendendo alla Francia il terzo peggior differenziale dopo Ungheria e Repubblica Ceca. La verità è che quella di Giorgetti è stata una politica contabile miope, non una politica economica. Lo ammette lo stesso Governo nel Documento di finanza pubblica, dove punta ancora una volta ad aumentare gli avanzi primari per cercare di ridurre il debito, compensando il cosiddetto 'snow-ball effect', l'effetto palla di neve. Significa una cosa molto semplice: quando il costo medio del debito cresce più dell'economia, il debito tende ad aumentare anche se si fanno sacrifici di bilancio. L'Italia è oramai entrata nella cosiddetta 'trappola del debito'. È esattamente la condizione in cui Meloni e Giorgetti hanno portato l'Italia: crescita quasi nulla, interessi sul debito più elevati della crescita del Pil e un debito pubblico che continua ad aumentare. Pensare di invertire questa dinamica senza rilanciare gli investimenti, la produttività e la crescita economica, affidandosi soltanto ad avanzi primari sempre più elevati, significa preparare nuovi tagli alla spesa pubblica e/o maggiori tasse, deprimendo ulteriormente l'economia reale. Questo è il vero fallimento della politica economica del Governo Meloni: aver sacrificato la crescita in nome di un rigore contabile sbagliato che non ha ridotto il debito, ma lo ha portato ai massimi storici in valore assoluto e su una traiettoria crescente anche rispetto al Pil. È così che l'Italia è diventata il fanalino di coda del G20 per crescita economica e rischia di ritrovarsi con il debito pubblico più elevato dell'Unione europea. E' ora che anche le parti datoriali e sindacali chiedano al Governo di andare a casa. Serve costruire un nuovo patto sociale per uscire da questa crisi strisciante prima che sia troppo tardi". Lo dichiara il senatore Mario Turco, vicepresidente del Movimento 5 Stelle e delegato alle Politiche economiche e fiscali.
Trending
- Governo: Nevi, legislatura a scadenza naturale, completare riforme è priorità
- Re: NAPOVEDNIK DOGODKOV od 12. do 18. oktobra 2026 – Popravek
- TREIA – Inaugurazione e consegna di 8 nuovi alloggi popolari Comune e Erap – SABATO 17 OTTOBRE ORE 12
- Innovazione, approvata la graduatoria definitiva del bando “Digit Imprese”. Tamajo: «Investiamo sulle competenze e sul futuro delle aziende siciliane»
- Energia: Gusmeroli (Lega), tutele graduali prorogarle a fine 2027 e automatismi per non lasciare soli i vulnerabili
- Consiglio comunale, approvato il nuovo Regolamento sugli oneri di urbanizzazione secondaria
- Ambiente, Europa Verde: Vicini a ‘Alberi senza bandiere’, cittadini di firenze che difendono il verde
- Maltempo, 4,5 milioni di euro per le aziende agricole danneggiate tra maggio e giugno 2023. Sammartino: «Un sostegno concreto per aiutare a ripartire»
- Veneto, Rifondazione: “no al PDLR 106, fermiamo l’attacco della destra al diritto alla casa
- Bonino, Richetti: “Sue battaglie per i diritti sono eredità per i giovani