(AGENPARL) - Roma, 14 Luglio 2026 - TUTELE ESCLUSE PER LA QUASI TOTALITÀ DEI CASI ITALIANI"
"Non possiamo ritenerci soddisfatti della risposta del Governo. Prendiamo
atto che il Consiglio dei ministri il 2 luglio ha approvato lo schema di
decreto legislativo di recepimento della direttiva europea anti-SLAPP, ma
il termine fissato dall'Unione europea era il 7 maggio 2026 ed è stato
ampiamente superato. L'avvio del procedimento non cancella il ritardo, lo
certifica". Lo dichiara il vicecapogruppo di Azione a Montecitorio Fabrizio
Benzoni, dopo la discussione della sua interpellanza sulle querele
temerarie.
"Il punto, però, è un altro e il Governo non ha risposto. Lo schema di
decreto riguarda esclusivamente le controversie civili con carattere
transfrontaliero, mentre la grande maggioranza delle querele temerarie
promosse in Italia riguarda casi interni. Secondo i dati di CASE –
Coalition Against SLAPPs in Europe, nel nostro Paese sono stati registrati
26 casi nel 2023 e 21 nel 2024, il dato più alto in Europa per il secondo
anno consecutivo. Limitare le nuove tutele alle sole controversie
transfrontaliere significa lasciare senza protezione oltre il 90% delle
vittime italiane delle SLAPP".
"Rischiamo così un paradosso: una normativa formalmente conforme alla
direttiva europea ma incapace di incidere sul fenomeno reale. La direttiva
fissa standard minimi, non impedisce agli Stati membri di estendere le
garanzie anche alle controversie nazionali, come raccomandano la
Commissione europea e il Consiglio d'Europa. È questa la scelta politica
che il Governo continua a non voler fare".
"Le querele temerarie non colpiscono solo i giornalisti, ma anche
attivisti, associazioni, amministratori locali e cittadini. Se una causa
viene utilizzata per intimidire e scoraggiare la partecipazione al
dibattito pubblico, la pena diventa il processo stesso. Per questo
continueremo a chiedere una vera normativa nazionale contro le SLAPP, che
protegga chi esercita il diritto di cronaca, di critica e di denuncia e non
si limiti a un recepimento minimo e tardivo della direttiva europea".
