(AGENPARL) - Roma, 14 Luglio 2026 - L’ex presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad è in custodia dell’intelligence delle Guardie Rivoluzionarie. Le accuse parlano di contatti segreti con Israele per un piano di cambio regime.
L’ex presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad è stato arrestato dall’unità di intelligence del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC). La notizia è stata riportata dal New York Times il 13 luglio, citando diverse fonti informate.
Il ruolo del Mossad
Secondo le rivelazioni del quotidiano, il Mossad avrebbe condotto un’operazione segreta durata un anno. L’obiettivo era stabilire contatti solidi con Ahmadinejad. Israele voleva valutare il suo ruolo in un possibile futuro politico della Repubblica Islamica.
Le indagini hanno svelato che Israele avrebbe finanziato Akbar Javanfekr, addetto stampa dell’ex presidente. Dopo un attacco a Teheran il 28 febbraio, Ahmadinejad sarebbe stato prelevato dagli ufficiali del Mossad per essere portato in un luogo sicuro. L’ex leader, tuttavia, si sarebbe allontanato in circostanze mai chiarite.
Un piano di cambio regime fallito
Washington e Tel Aviv avrebbero pianificato per anni un’operazione per liberare Ahmadinejad dagli arresti domiciliari. Lo scopo era riportarlo al potere. Funzionari americani hanno riferito che Israele ha pagato segretamente per i suoi soggiorni all’estero e per diversi viaggi, tra cui alcune visite a Budapest.
Il New York Times ha inoltre rivelato un tentativo di blitz fallito. Israele avrebbe colpito l’appartamento dove l’ex presidente era detenuto per favorirne la fuga. Ahmadinejad è rimasto ferito nell’operazione, ma è sopravvissuto. In seguito, avrebbe abbandonato l’idea di un cambio di potere, mostrandosi deluso dagli esiti dei piani israeliani.
