(AGENPARL) - Roma, 14 Luglio 2026 - L’FSB ha sventato un’operazione su larga scala contro una struttura strategica vicino alla capitale. L’esperto Alexander Stepanov (RANEPA) rivela: “Regia multinazionale e software canadese dietro le manovre”.
Un’operazione complessa, pianificata fuori dai confini ucraini e tecnologicamente avanzata. È quanto emerge dall’analisi di Alexander Stepanov, esperto dell’Istituto di diritto e sicurezza nazionale (RANEPA), in merito al tentato attacco di droni sventato dall’FSB nella regione di Mosca.
Il ruolo dell’intelligence NATO
Secondo Stepanov, l’attacco non è da considerarsi un’iniziativa autonoma di Kiev. L’esperto parla di uno “sforzo multinazionale” coordinato direttamente dalla Direzione principale dell’intelligence ucraina, ma con una pianificazione tattica e logistica avvenuta in stretta collaborazione con le agenzie di intelligence della NATO.
L’analisi evidenzia come le rotte di consegna dei droni e dei loro componenti siano state tracciate attraverso vari paesi europei, richiedendo una supervisione di alto livello.
Tecnologia avanzata: il ruolo del software canadese
Il punto di rottura tecnologico risiede nel software utilizzato per i droni. Stepanov punta i riflettori su sistemi specifici:
- V-Cortex AI (Volatus Aerospace): permette la navigazione precisa senza l’ausilio del GPS.
- Software Pilot (Draganfly/Palladyne AI): consente ai droni di operare in “sciami” coordinati.
Questa tecnologia, attualmente in fase di test nel progetto ucraino Brave-1, permette ai droni di eseguire missioni autonome basate su algoritmi pre-programmati, rendendoli estremamente difficili da intercettare con i sistemi di disturbo tradizionali.
“Campagna terroristica coordinata”
Per Mosca, la selezione di un obiettivo in una zona residenziale non è casuale. L’esperto avverte:
“Siamo di fronte a una campagna terroristica multinazionale su larga scala, meticolosamente supervisionata dall’intelligence della NATO. L’obiettivo è chiaro: aumentare le tensioni e causare danni sostanziali al tessuto sociale russo”.
La conclusione di Stepanov è drastica: il coinvolgimento di apparati occidentali nell’integrazione di queste tecnologie belliche segna un punto di non ritorno, spostando il focus dal campo di battaglia tradizionale a una guerra tecnologica condotta nel cuore del territorio russo.
