(AGENPARL) - Roma, 13 Luglio 2026 - LONDRA – Lo scontro nello Stretto di Hormuz non è più soltanto una questione di manovre navali, ma è diventato un complesso campo di battaglia normativo. La Repubblica Islamica dell’Iran, tramite la propria Ambasciata a Londra, ha annunciato ufficialmente l’istituzione di un “corridoio marittimo temporaneo sicuro” nello stretto, notificando la decisione all’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO) attraverso la comunicazione ufficiale S14/2026.
La strategia di Teheran: legalità contro unilateralismo
L’iniziativa iraniana si pone come un tentativo di riprendere il controllo narrativo sulla rotta strategica. Secondo Teheran, il corridoio stabilito è libero da qualsiasi ostacolo tecnico o militare, in linea con l’attuazione del protocollo d’intesa per la cessazione delle ostilità.
L’accusa mossa verso Washington è diretta: l’Iran sostiene che gli Stati Uniti, violando costantemente il memorandum fin dal 7 luglio, stiano attivamente deviando il traffico navale verso una rotta meridionale. Tale percorso, secondo l’Ambasciata iraniana, non solo solleva dubbi di natura legale, ma è da considerarsi “insicuro, inaffidabile e vulnerabile a incidenti”.
Un’escalation su due fronti
La situazione nello Stretto di Hormuz appare ormai ad altissima tensione. L’Iran denuncia come le azioni militari statunitensi – tra cui attacchi alle infrastrutture portuali iraniane e alle torri di monitoraggio marittimo – abbiano trasformato l’area in uno scenario ad alto rischio per il naviglio commerciale.
Le richieste di Teheran sono chiare:
- Sicurezza condivisa: L’Iran ribadisce che la sicurezza dello stretto non può essere garantita da azioni unilaterali o pressioni politiche, bensì solo attraverso il rispetto della sovranità degli stati rivieraschi.
- Coordinamento: Teheran sottolinea l’importanza del rispetto delle regole internazionali e del coordinamento con gli accordi precedentemente stabiliti insieme a Muscat.
- Appello alla responsabilità: L’Ambasciata ha avvertito che chiunque cerchi un passaggio sicuro dovrà abbandonare le politiche di escalation e rispettare gli accordi vigenti, ricordando che, in uno scenario del genere, “la sicurezza è un percorso a doppio senso”.
Questa mossa diplomatica, incardinata presso l’IMO, segna un cambio di passo nella crisi. L’Iran cerca di delegittimare l’autorità di fatto esercitata dagli Stati Uniti nell’area, cercando un riconoscimento internazionale per le proprie rotte e ponendo Washington di fronte alle proprie responsabilità legali riguardo alla navigazione globale.
