(AGENPARL) - Roma, 13 Luglio 2026 - Roma, 13 lug. – "Luigia Fortunato aveva 33 anni e giovedì è stata uccisa a Loreto dall'ex compagno Sami Khemaies. I due, da tempo separati sotto lo stesso tetto, avevano deciso di continuare a vivere insieme per non turbare il figlio di 8 anni. Giovedì l'ultima lite, lui la accoltella, la massacra, poi si presenta in caserma per costituirsi. Per la Procura di Ancona, però non si tratta di femminicidio, ma di omicidio volontario, perché non ci sarebbero gli elementi che provano un quadro di odio costante, reiterato, di continue violazioni, intimidazioni o limitazioni della libertà della donna in quanto donna. Come se una separazione in corso, la convivenza forzata, la pressione sulla gestione del figlio, la scelta di colpire a morte l'ex compagna dentro casa non fossero già, di per sé, violenza di genere. Dire che non è femminicidio significa non capire ancora come funzionano i meccanismi della violenza maschile sulle donne che non è sempre fatta di denunce, accessi al pronto soccorso, lividi e referti. In tantissimi casi avviene attraverso ricatti emotivi, paura, controllo economico, isolamento dalle reti familiari e dalle amicizie, minacce, denigrazione. È una violenza quotidiana e logorante che non sempre mostra segnali evidenti all'esterno fino a che non diventa tragedia. Chi opera nella giustizia ha il dovere di conoscere tutto ciò, serve formazione obbligatoria sulla violenza di genere anche e soprattutto ai giudici perché derubricare il femminicidio in 'lite familiare' è un'ulteriore forma di violenza istituzionale verso la vittima. Quando neppure da uccise le donne sono riconosciute vittime di femminicidio, la responsabilità è anche dello Stato che le nega, le cancella e le uccide una seconda volta. E poi, soprattutto, bisogna prevenire, non basta punire. In questo Paese viene uccisa una donna ogni tre giorni, e finché non sradichiamo la cultura patriarcale e non introduciamo l'educazione affettiva e sessuale nelle scuole, lo Stato continuerà ad arrivare sempre troppo tardi. Non si può continuare a piangere sui corpi delle donne, si deve arrivare prima. Si faccia tutto il necessario per interrompere questa strage annunciata e continua".
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