(AGENPARL) - Roma, 9 Luglio 2026 - Spettabili redazioni
ecco il comunicato sul primo caso di dermatite nodulare contagiosa in
Provincia di Oristano con tutti i consigli per gli allevatori
Grazie dell'attenzione e della collaborazione
Antonio Pintori
COMUNICATO STAMPA
Samugheo: primo caso di dermatite nodulare contagiosa nell'oristanese
nel 2026
ORISTANO, 9 LUGLIO 2026 – Un capo infetto in un allevamento di nove
bovini di Samugheo.
E' il primo caso di dermatite nodulare contagiosa quest'anno in
Provincia di Oristano.
L'appello del Direttore del Servizio di Sanità Animale, il dottor Enrico
Vacca: "Gli allevatori che non hanno ancora vaccinato i propri capi lo
facciano al più presto. Il vaccino rimane l'unica arma per evitare che
il virus della dermatite nodulare contagiosa arrivi nelle vostre
aziende".
A SAMUGHEO Il piccolo bovino ha manifestato nei giorni scorsi i sintomi
tipici della malattia, come la presenza di noduli duri su tutto il
corpo. Nell'allevamento di Samugheo sono arrivati i veterinari
dell'azienda sanitaria oristanese, che hanno effettuato i prelievi
sull'animale, inviati poi all'Istituto Zooprofilattico della Sardegna.
Oggi, nella prima mattinata, è arrivata la conferma: trattasi di
dermatite nodulare contagiosa.
I PROVVEDIMENTI Tutti e nove i capi, come prevede la normativa europea,
saranno abbattuti nei prossimi giorni. Mentre la Regione ha istituito
una zona di protezione e sorveglianza nel raggio di 50 chilometri
dall'azienda di Samugheo, dove è chiaramente sospesa la movimentazione
dei bovini.
LA VACCINAZIONE Il capo infetto era l'unico animale non vaccinato
all'interno dell'allevamento del Barigadu. E' ancora in corso la
campagna di vaccinazione contro la dermatite nodulare contagiosa da
parte del Servizio di Sanità Animale della Asl 5, che si concluderà in
autunno. Finora è stato immunizzato il 60 per cento del patrimonio
bovino della Provincia di Oristano, che ammonta, nella totalità, a circa
60 mila capi. Nel 2025 era stavo vaccinato il 99 per cento dei bovini
dell'oristanese. Due i casi di dermatite registrati sempre lo scorso
anno in provincia, in due allevamenti di Cuglieri e Paulilatino.
PERCHE' VACCINARE I CAPI "Non bisogna avere paura del vaccino", ha
ribadito il dottor Vacca, "oltre al controllo dei movimenti e l'utilizzo
di antiparassitari, la vaccinazione rappresenta la vera arma contro la
diffusione del virus della dermatite nodulare contagiosa. Bisogna
vaccinare quanti più capi possibile e il prima possibile, meglio entro
il mese di agosto". Il dottor Vacca ha aggiunto: "I vaccini
contribuiscono alla creazione di una copertura immunitaria, tale da
impedire l'ingresso e la diffusione del virus nei propri allevamenti.
Gli effetti collaterali di questo vaccino rientrano pienamente nella
norma
BIOSICUREZZA Importanti anche la tutela della biosicurezza negli
allevamenti. Come ha ricordato il dottor Giuseppe Sedda, direttore del
servizio veterinario di Igiene degli Allevamenti e delle Produzioni
zootecniche della Asl 5: "Fondamentale è un'accurata pulizia sia delle
aree pulite, che di quelle sporche: occorre disinfettare tutti gli
ambienti in cui si trovano i bovini: stalle, concimaie e letamai, dove
proliferano gli insetti. Non solo: Anche disinfettare i mezzi che
trasportano animali, mangimi, latte o qualsiasi altro mezzo che esce o
entra dagli allevamenti, perché anche lì potrebbero annidarsi gli
insetti, gli attrezzi da lavoro e gli indumenti. Infine, va ridotto al
minimo anche l'ingresso dei visitatori. La lotta agli insetti che
veicolano la malattia deve essere fatta attraverso l'utilizzo degli
insetticidi sia larvicidi, mirati a eliminare le larve, sia adulticidi
che uccidono gli esemplari già adulti".
LA SCHEDA Lo stesso servizio di Sanità Animale ha prodotto una scheda
informativa per informare gli allevatori sulla Dermatite nodulare
bovina, o Lumpy Skin Disease (LSD), e per aiutarli a comprendere come
riconoscere i sintomi e come comportarsi in caso di un sospetto caso di
animale infetto. La scheda è scaricabile nel sito della Asl 5, dove sono