(AGENPARL) - Roma, 8 Luglio 2026 - "La nota inviata alle Aziende sanitarie regionali è una sorprendente ammissione di ritardo e di mancanza di governo. Quando a giugno si arriva a chiedere alle aziende di verificare se le assunzioni effettuate abbiano prodotto risultati, di sospendere nuove procedure di reclutamento e di ridisegnare la distribuzione del personale, significa che la programmazione non è stata fatta quando serviva" Lo affermano Domenico Rossi (segretario regionale PD), Gianna Pentenero (presidente del Gruppo PD in consiglio regionale), e Daniele Valle (vicepresidente della commissione sanità).
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"La parte più allarmante della nota è quella in cui si chiede alle aziende di sospendere le nuove procedure di reclutamento di fronte a una situazione che vede tanti reparti in crisi, concorsi deserti e difficoltà a garantire i servizi durante il periodo estivo. È difficile immaginare un messaggio più contraddittorio in una fase nella quale cittadini e operatori continuano a denunciare carenze di organico e difficoltà di accesso alle prestazioni" spiegano i consiglieri regionali .
"Le liste d'attesa – proseguono – non si recuperano con le verifiche amministrative, ma con medici, infermieri, operatori sociosanitari, tecnici e personale amministrativo. Se ci sono problemi organizzativi vanno corretti, ma fermare o rallentare il reclutamento mentre si chiede alle aziende di dimostrare la coerenza delle assunzioni rischia di produrre l'effetto opposto a quello dichiarato".
Secondo gli esponenti del Partito Democratico , la nota contiene inoltre una visione sbagliata del rafforzamento territoriale. "Tra le indicazioni rivolte alle aziende si legge che occorre porre ' particolare attenzione alla razionalizzazione dei micro-punti di erogazione, privilegiando la concentrazione funzionale e organizzativa all'interno delle Case della Comunità '. È una scelta che ci preoccupa."
"Le case di comunità avrebbero dovuto potenziare i servizi territoriali, non solo riorganizzarli. Il territorio non si rafforza concentrando i servizi e riducendo i punti di accesso. Si rafforza aumentando l'offerta di sanità pubblica vicina alle persone così da ridurre il bisogno di ospedalizzazione, a partire dall'accesso al Pronto Soccorso. Per non parlare del fatto che nelle aree montane, nelle vallate, nei territori periferici e nei comuni più piccoli, i cosiddetti micro-punti di erogazione rappresentano spesso l'unico presidio realmente accessibile ai cittadini" sottolineano i consiglieri Dem.
"La domanda politica è molto semplice: perché questa lettera arriva soltanto adesso? La Regione chiede alle aziende di fare il censimento delle assunzioni effettuate nel 2025 e nel 2026, delle procedure in corso, delle procedure programmate, delle cessazioni, degli straordinari e perfino di predisporre un piano di ridistribuzione interna del personale. Tutte attività che dovrebbero essere oggetto di monitoraggio costante da parte della governance regionale, non di una verifica straordinaria a metà anno" incalzano i rappresentanti del PD.
"Se davvero esistono problemi di sostenibilità della spesa o di allocazione delle risorse, la Giunta avrebbe dovuto affrontarli prima con un sistema di pianificazione e di controllo di gestione articolato. Quando si interviene a giugno chiedendo controlli straordinari, sospensioni delle nuove procedure di reclutamento e piani di riorganizzazione, si certifica che il problema non è nato oggi e che i buoi sono già scappati dalla stalla" dichiarano.
"Con questa nota Riboldi ammette che la sanità piemontese viaggia a fari spenti nella notte e che rincorre i problemi anziché governarli. Il Piemonte ha bisogno di una sanità che assuma riduca concretamente le liste d'attesa e rafforzi la presenza dei servizi sul territorio. Non di una presa d'atto tardiva che rischia di tradursi in meno personale e meno prossimità per i cittadini. Siamo vicini alle lavoratrici e ai lavoratori che pagano, insieme ai cittadini, le scelte sbagliate di Cirio e Riboldi sulla sanità. Chiederemo una discussione in consiglio sull'esito di questo intervento" concludono i Dem.