(AGENPARL) - Roma, 7 Luglio 2026 - ANKARA – Il 36° vertice NATO, in corso ad Ankara, segna una svolta strutturale per l’Alleanza. Il segretario generale Mark Rutte ha delineato una strategia che trasforma profondamente il rapporto tra gli alleati, spostando il baricentro operativo verso una maggiore autonomia europea e canadese. La visione presentata non è più quella di un’organizzazione statica, ma di un blocco industriale e militare che mira all’autosufficienza strategica.
La trasformazione industriale: missili e munizioni Il fulcro del nuovo piano NATO risiede nella conversione dei budget in capacità operative immediate. Nel biennio 2025-2026, l’Alleanza ha mobilitato investimenti per la difesa pari a 258 miliardi di dollari. L’obiettivo dichiarato da Rutte è trasformare queste risorse economiche in capacità concrete: missili, munizioni e infrastrutture industriali integrate. Questa rete produttiva, che collega idealmente l’Arkansas ad Ankara, punta a garantire una fornitura costante per la deterrenza e per sostenere lo sforzo bellico dell’Ucraina. Il segretario ha sottolineato che il meccanismo PURL (Priorities Needs List) è pienamente operativo, con consegne costanti di missili preventivi verso il fronte ucraino.
Il ruolo di Ankara e l’industria della difesa turca La scelta di Ankara come sede del vertice non è un dettaglio formale, ma il riconoscimento del peso specifico della Turchia. Rutte ha evidenziato come l’industria turca, forte di oltre 3.000 aziende attive nel settore, rappresenti un pilastro fondamentale per l’intera organizzazione. Aziende come ASELSAN sono state citate come esempi virtuosi di un comparto capace di supportare gli alleati e di colmare i vuoti nelle catene di approvvigionamento globali. La Turchia, in questo quadro, non è solo una posizione geografica strategica, ma un polo produttivo che lavora in stretta sinergia con i partner europei e statunitensi.
Deterrenza multidimensionale e minacce globali La postura dell’Alleanza si sta adattando a minacce sempre più connesse tra loro. La NATO sta rafforzando la deterrenza sul fianco orientale, coprendo le regioni baltiche e artiche, ma lo sguardo è rivolto anche verso l’Indo-Pacifico. Rutte ha avvertito che il supporto fornito da Cina, Corea del Nord e Iran alla Russia non può lasciare l’Alleanza impreparata. È una trasformazione della mentalità: la sicurezza transatlantica è ormai inscindibile dalle dinamiche che avvengono nel resto del mondo.
Verso un equilibrio sostenibile Il passaggio cruciale del vertice riguarda la ripartizione degli oneri. Rutte è stato netto: la dipendenza di 600 milioni di europei dalla protezione statunitense non è più sostenibile. La nuova NATO prevede che, mentre gli USA mantengono il ruolo guida nella deterrenza nucleare, l’Europa si faccia carico di una quota paritaria nella difesa convenzionale. Questo processo di trasformazione — che Rutte definisce una “reale trasformazione nella mentalità” — è necessario per rendere l’Alleanza duratura e capace di reagire alle crisi attuali, inclusi i dossier aperti come la gestione degli S400, che il segretario ha definito una questione da risolvere internamente tra gli alleati.
