(AGENPARL) - Roma, 7 Luglio 2026 - «In seguito alla denuncia in aula e la richiesta di approfondimenti sulle
evidenti criticità sul bando per le somme da spendere con forme di
democrazia partecipata, alla quale si sono successivamente associati anche
altri colleghi dell'opposizione, la Presidenza del Consiglio comunale ha
chiesto al Segretario generale una relazione sugli elementi emersi.
È un passaggio necessario. La Democrazia Partecipata non è una procedura
ordinaria di assegnazione di contributi, ma uno strumento con cui cittadini
e cittadine scelgono come destinare una quota di risorse pubbliche. Proprio
per questo non può trasformarsi in una raccolta organizzata di voti,
veicolata attraverso CAF o altre reti, per finanziare progetti che appaiono
pressoché sovrapponibili e riconducibili a soggetti legati fra loro.
Se nei primi tre posti della graduatoria figurano due progetti presentati
da soggetti con la medesima sede legale, peraltro coincidente con quella di
un CAF, non siamo davanti a un dettaglio irrilevante. È una circostanza
che, da sola, non dimostra alcuna irregolarità, ma pone una questione
politica ed etica che non può essere ignorata e rende necessarie verifiche
puntuali sulle modalità con cui quei progetti sono stati promossi e
sostenuti.
A questo si aggiungerebbe la notizia di una serata pubblica organizzata
dall'assessore regionale Tamajo per ringraziare quanti avrebbero votato i
progetti risultati vincitori. Se tale ricostruzione trovasse conferma, il
punto non riguarderebbe più soltanto la graduatoria, ma sarebbe lecito
chiedersi cosa vi fosse da ringraziare e a quale titolo. In quel caso, ci
augureremmo di avere rovinato la festa all'onorevole Tamajo, che avrebbe
ringraziato un po' troppo presto.
Ringraziamo noi invece la Presidenza del Consiglio comunale per la
richiesta di approfondimenti. Approfondimenti però che andranno
necessariamente chiesti anche ad altri organi competenti, per accertare se,
oltre all'ennesima prova di indecenza morale cui il centrodestra ci ha
abituati, non si sia di fronte anche a un'ipotesi di reato a danno del
Comune di Palermo e della Regione Siciliana».
Argiroffi.
![[Comune Palermo] Democrazia partecipata. Di Gangi e Argiroffi: “Ora verifiche rigorose. La partecipazione non può diventare raccolta organizzata di consenso](https://agenparl.eu/wp-content/uploads/2026/04/Comune-di-Palermo-@ComunePalermo-.png)