(AGENPARL) - Roma, 5 Luglio 2026 - SINTOMO DI UNA CATTIVA COSCIENZA"
"Donald Trump continua a evocare il comunismo come fossimo ancora negli
anni della Guerra Fredda. Se il Presidente degli Stati Uniti sente il
bisogno di agitare il 'pericolo rosso', forse il vero problema non è il
comunismo, ma il capitalismo che rappresenta". Lo dichiara Giovanni
Barbera, membro della Direzione nazionale del Partito della Rifondazione
Comunista.
"Le sue parole fanno quasi sorridere. Un miliardario che governa per i
miliardari e mette in guardia i cittadini dal comunismo dimostra, in
realtà, di conoscere perfettamente le contraddizioni del sistema che
difende. Più aumentano diseguaglianze e povertà, più lo spauracchio del
comunismo diventa il rifugio retorico di chi non sa come giustificare i
fallimenti del capitalismo. La sua ossessione racconta molto più delle sue
dichiarazioni: racconta la cattiva coscienza di chi difende un modello
economico che concentra la ricchezza nelle mani di pochi e lascia milioni
di persone senza certezze".
"Da questo punto di vista Trump fa bene a non dormire sonni tranquilli.
Finché il capitalismo continuerà a produrre privilegi per una ristretta
élite e sacrifici per la grande maggioranza della popolazione, ci sarà
sempre chi ne metterà in discussione le fondamenta. Nessuna retorica
maccartista potrà cancellare una domanda di giustizia sociale che nasce
dalla vita concreta delle persone".