(AGENPARL) - Roma, 3 Luglio 2026 - Roma, 3 lug. – "L'OMS denuncia che l'Europa è il continente che si sta surriscaldando più velocemente e che all'incirca in una settimana si sono registrati 1300 decessi dovuti al caldo. Il Bambin Gesù ci dice che un accesso su quattro è legato al caldo. Oggi un altro allarme arriva dalla società medici italiani, che denunciano le loro condizioni di lavoro, per non parlare della situazione all'interno delle carceri. Quello che sta succedendo ci svela l'ennesima questione di classe, perché chi può da solo provvedere a fronteggiare questa situazione non vive certamente la stessa vita di chi è in una condizione di grandissima fragilità socioeconomica o di salute. Questa ondata di calore non è un'emergenza, ma qualcosa di strutturale contro cui gli allarmi sono rimasti inascoltati e peggio ancora derisi da una certa parte politica e a farne le spese sono soprattutto le persone che vivono una condizione di fragilità. Bisogna ripensare tutta la nostra società, le nostre città, le politiche energetiche che mettiamo in atto. Serve rendere strutturali i piani nazionali di prevenzione degli effetti del caldo sulla salute, evitando un'ulteriore diseguaglianza, perché il modo in cui si affronta questa situazione non può dipendere da dove nasciamo o dalla nostra solidità finanziaria. Bisogna intercettare le situazioni di grande difficoltà, prendere in carico le persone senza fissa dimora, costruire i rifugi climatici, integrare i servizi di assistenza domiciliare. Bisogna pensare alle scuole, agli asili nido, perché i bambini e le bambine sono soggetti particolarmente vulnerabili. Invito il governo a prendere sul serio quello che sta succedendo e non a deridere quello che succede come ha fatto il vicepresidente del Senato La Russa, perché significa sbattere la porta in faccia a chi con questo caldo lavora e non dovrebbe farlo, a chi è in povertà energetica e non ha gli strumenti per poter sopravvivere, alle persone con disabilità e ai loro caregiver, ai bambini, agli anziani. È un problema di cui tutti dobbiamo farci carico, quindi spero che soluzioni e posizioni antiscientifiche assunte in passato possano considerarsi archiviate e spero che il governo agisca in fretta, senza scaricare sugli enti locali o sulle associazioni di volontariato. Lo Stato faccia il suo dovere". Lo dichiara in Aula alla Camera Gilda Sportiello, deputata del Movimento 5 Stelle in Commissione Affari Sociali, durante la discussione della sua interpellanza urgente al governo sul tema.
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